Un boschetto per Paolino, a Nola una lapide in difesa della legalità

di Bianca Bianco

Porterà per sempre il nome di Paolino Avella il boschetto del Rione Gescal di Nola. Ed è bello che la memoria di questo ragazzo che versò sangue innocente per respingere un atto di criminalità (fu ucciso il 5 aprile 2003 a San Sebastiano al Vesuvio per difendere il suo scooter) resti viva per sempre proprio in quell’angolo verde della periferia nolana. E’ più che un simbolo, è una metafora della voglia di riscatto che deve partire da questi luoghi, dalla gente che li vive, da chi li vive nel disagio. Quel parco, a volte finito nelle polemiche perché dimenticato, sarà un piccolo avamposto, uno dei tanti, per la battaglia in favore della legalità. Questa mattina alla cerimonia di intitolazione era presente anche Alfredo Avella, il papà di Paolino, ucciso da due balordi dopo un inseguimento per rapinarlo del motorino. Alfredo ha parenti a Nola, è legato alla città, dopo la morte del suo figlio quasi 18enne (mancava solo una settimana alla maggiore età di Paolino) si è dedicato anima e corpo per mantenere viva la memoria del suo ragazzo promuovendo tante iniziative per i ragazzi dedicate alla legalità. Oggi è il presidente del Coordinamento campano dei parenti delle vittime innocenti della criminalità. Da quel maledetto 5 aprile del 2003 ha fatto molto, stamattina anche a Nola ha messo un tassello della sua missione: “Da qualche mese sono stato nominato presidente del coordinamento campano dei parenti delle vittime innocenti della criminalità, un ruolo che richiede alto senso di responsabilità. Quando si è colpiti da una tragedia come quella che ha colpito la mia famiglia si deve avere molto coraggio, il coraggio di credere nelle istituzioni. Per questo nascono enti, associazioni e fondazioni che hanno lo scopo di ricordare le vittime ma anche tutelarne i familiari. Oggi vogliamo ricordare chi, come mio figlio, ha perso la vita per mano della criminalità ma soprattutto vogliamo celebrare la vita, quella vita che non va mai negata ma va vissuta con sacrificio e senso di responsabilità per noi stessi e per chi è intorno a noi”. Alla cerimonia di intitolazione erano presenti anche gli alunni delle scuole medie inferiori della città, il sindaco Geremia Biancardi, l’assessore ai beni culturali Cinzia Trinchese, il dirigente al ramo Felice Maggio, l’assessore provinciale alla sicurezza e alla legalità Antonio Crimaldi, l’onorevole Paolo Russo, don Lino D’Onofrio, vicario del vescovo, il capitano della compagnia dei carabinieri di Nola, il  maggiore Andrea Massari, il dirigente del commissariato di polizia di stato di Nola Giovanni Mandato.

“Oggi, nel giorno in cui ricorre il XXI anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie e i tre agenti di scorta, vogliamo ricordare tutte le vittime innocenti della criminalità – ha dichiarato il sindaco Biancardi –. Una cerimonia quella di stamattina fortemente voluta dai ragazzi a cui va il mio ringraziamento più sentito. Paolino era un giovane come tanti, con tanta voglia di vivere, con l’entusiasmo tipico di chi si sta affacciando alla vita, stroncato da una morte improvvisa, vittima della delinquenza. Su esplicita richiesta dei giovani alcuni anni fa, il consiglio comunale dei ragazzi propose l’intitolazione di un’area a Paolino in ricordo di tutte le vittime innocenti della criminalità. Oggi quella richiesta si è concretizzata. Del resto l’educazione alla legalità deve partire dalla scuola, fucina di formazione, perché solo la cultura è in grado di creare quei presupposti indispensabili per il vivere civile. A voi giovani dunque l’invito a rispettare le regole, non solo quelle giuridiche, ma anche quelle legate al vivere quotidiano”.         “L’ente provinciale – ha dichiarato l’assessore provinciale alla sicurezza e alla legalità Antonio Crimaldi – da sempre è vicino alle platee scolastiche  attraverso una serie di percorsi formativi utili  alla sensibilizzazione dei valori legati al concetto di legalità nei territori. Oggi è un giorno importante, celebriamo la memoria ma soprattutto celebriamo il rispetto alla vita”.           “Dalle tragedie talvolta si può anche rinascere – ha dichiarato don Lino D’Onofrio –. Abbiate il coraggio e la forza di cambiare le cose, di rinascere a nuova vita. Tragedie come quelle vissute da Paolino devono servire ad indurre alla riflessione, al dialogo e al confronto. Elementi indispensabili per un futuro migliore”.           “Educhiamo i giovani, ormai abituati a convivere con una criminalità organizzata sempre più diffusa e radicata nel territorio, alla cultura della legalità, intesa come rispetto della legge, del patrimonio artistico e delle norme del vivere civile – ha dichiarato  Paolo Russo –. La cultura della legalità va intesa come progetto di vita quotidiano. Riappropriamoci della storia, rispettiamo il nostro vicino tutti i giorni. Difendiamo la nostra terra dagli attacchi gratuiti della violenza”.

 

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