Harlem Shake, c’e ‘ccis a salute… Le scuole del Nolano e la nuova pazza moda (in classe)- VIDEO

di Pac Man 

NOLA- Harem Shake, possiamo dirlo? C’e ‘ccis a salute. E ci scusino i puristi della lingua napoletana se non abbiamo saputo scriverlo correttamente. L’importante è che sia chiaro il concetto. Da Halloween in poi sono decine, centinaia,  le “tradizioni” estere ed esterofile che i nostri adolescenti (ma anche i più grandi) importano dagli States. Usi, costumi, modi di fare e di dire che a volte arricchiscono, altre impoveriscono il nostro glorioso ma sempre in pericolo tessuto culturale.

Siamo di fatto già colonizzati dai gusti musicali anglosassoni ed anglofoni, assistiamo il 31 ottobre di ogni anno a improbabili feste con le zucche che hanno sì antichissime radici pagane europee ma di fatto sono carnevalate ‘comprate’ dagli States, non si contano i ragazzini vestiti come durissimi rapper americani, coi cavalli dei pantaloni all’altezza delle caviglie, le catene ed i cappellini da baseball (“Scusa sei del Bronx?” “No, della Gescal di Camposano, yeah!”), nel linguaggio comune l’intercalare è sempre più imbastardito dalle lingue straniere. I nostri ragazzini, alcuni di loro ovviamente, vivono all’ombra di una cultura che per alcuni è global, per noi è un incafonimento delle usanze altrui. Ci mancava solo l’Harlem shake, che (citiamo santa wikipedia) “è una danza, originariamente nota come albee, nata ad Harlem nel 1981. L’inventore è un residente di Harlem, noto col soprannome di “Al B” (da qui il nome originale). Divenne popolare nel 2001 grazie al video della canzone “Let’s get it” di G. Dep. L’Harlem shake ha origine ad Harlem, New York, nel 1981. (…) Nel marzo 2013 la danza balzò nuovamente alla ribalta, quando una canzone di nome Harlem Shake, originariamente postata su YouTube ad inizio 2012, divenne un Internet meme”.

Il meme di H.S. è un video amatoriale in cui i protagonisti, sempre con la stessa canzone in sottofondo, improvvisano un balletto in tre parti. Nella prima scena tutti ballano ed una persona è immobile; nella seconda scena le stesse persone sono vestite in maniera improbabile e ballano, simulano orgasmi, fanno finta di picchiarsi; poi si torna alla “normalità” nella terza scena. Spesso i “ballerini” sono seminudi.

Inutile dire che la moda dell’Harlem shake coi video virali messi in rete, sta spopolando anche da noi. Ad Avellino un preside si è persino scomodato a mettere 5 in condotta ad alunni che avevano registrato un Harlem Shake in classe, con tanto di slip e maschere, tra una lezione ed un’altra. Nel Nolano, basta fare un giro su Youtube, diverse classi si sono fatte tentare dalla nuova moda. Chi in aula, chi in spiaggia, chi in piazza, si esibiscono nella danza no sense con (loro) grande divertimento. Dopo la mania dei flash mob (per “pariare”, per salvare il canile, per la pace nel mondo, per protestare etc), ora quella dell’Harlem Shake. Non ne sentivamo il bisogno. Ecco una selezione di video “made in Nolano” (tanto per restare anglofoni, va…), alcuni registrati in aula, altri in bagno…

 

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