Uno sportello contro il disagio, a Camposano l’iniziativa di Criminalt

La presentazione dello sportello anti-violenza

La presentazione dello sportello anti-violenza

di Paola Litto

CAMPOSANO- L’area nolana contro la violenza. Sembra ed è uno slogan, ma è anche una iniziativa concreta che parte da Camposano e coinvolge tutto l’Agro. Si tratta dello sportello anti-violenza aperto con la collaborazione dell’associazione “Criminalt” della criminologa Maria Rosaria Alfieri e patrocinato dall’amministrazione camposanese guidata da Giuseppe Barbati. Un esperimento-pilota che punta a diventare itinerante e soprattutto a garantire supporto, ascolto e soluzioni per tutti i tipi di problema.  Non solo violenza sulle donne, dunque. Ogni disagio personale e familiare, psicologico e fisico  potrà essere affrontato grazie alla consulenza di professionisti ed esperti. “Per noi è importante avere questo sportello a Camposano- ha dichiarato- ma l’attività di prevenzione deve essere più forte e capillare, così come l’aiuto alle persone disagiate deve essere più profondo”. “Proteggere donne e bambini, ma farlo con progetti concreti” è quello che si propone anche l’assessore provinciale alle Politiche sociali Filippo Monaco, intervenuto alla inaugurazione: “La Provincia sosterrà queste tematiche con un finanziamento di 2,5 milioni euro in sostegno alle madri che lavorano”.

Una finestra luminosa a cui affacciarsi quando ci si sente soli, vittime del destino o della violenza altrui, quando non si sa a chi rivolgersi. Questo dovrà essere lo sportello anti-violenza secondo quanto auspicato dalla dottoressa Alfieri: “Anche il nostro territorio vive purtroppo una escalation di crimini, di abusi e di disagi. Bisogna intervenire. Non solo sugli episodio, ma anche sulla distorta mentalità camorrista che affligge molti. E poi si deve superare la vergogna e l’omertà tipica dei paesi, e denunciare. Noi ci saremo, ascolteremo tutti due volte a settimana e speriamo di diventare itineranti e raggiungere ogni paese. Metteremo a disposizione delle persone diverse competenze e professionalità. Per fare un fanciullo, ci vuole l’intero villaggio: con questo spirito affronteremo la nostra missione”.

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