Nostalgia Fusaro, i turisti riscoprono la fresca pineta di Avella. Progetti per l’area

fusarodi Bianca Bianco

AVELLA- Letteralmente preso d’assalto dai turisti mordi e fuggi, quelli che in queste serate torride cercano refrigerio e svago. Il Fusaro, zona collinare di Avella, sta registrando in queste settimane stritolate dall’afa di Stige un boom di presenze che riporta la località del Baianese di nuovo sulla mappa del turismo irpino. Arrivano soprattutto dal vicino Napoletano, oltre che dal comprensorio della Bassa Irpinia, i frequentatori di questa area che con una pineta attrezzata, un panorama naturalistico che non ha nulla da invidiare ad altri posti e un’acqua sorgiva pura e rinfrescante che sgorga dalle fontane piazzate qui e là lungo il percorso che conduce fino alle grotte di San Michele e oltre, è sempre stata una delle mete predilette degli avellani nelle bollenti notti estive. Da fenomeno locale, però, il Fusaro si sta nuovamente trasformando in cartolina turistica che può essere esportata ancora più al di là delle colonne d’Ercole del Baianese.
Mancano però, allo stato, strutture ricettive e servizi che siano all’altezza e garantiscano una risposta adeguata all’assalto di vacanzieri. Ormai nel dimenticatoio l’era dei grandi alberghi (il vetusto hotel «Mercadante» è solo una cattedrale abbandonata e vandalizzata), resiste qualche pizzeria, ma la vera offerta gastronomica è data soltanto dagli ambulanti. La pineta, oasi per le famiglie, è lasciata al libero utilizzo di chi vuole godersi la frescura dei suoi grandi alberi, e anche sul fronte della raccolta di rifiuti si fatica ad offrire un servizio adeguato. Come accade anche per altre bellezze locali, insomma, diventa ostico monetizzare l’escalation di presenze e fare sistema. Lo riconosce anche il sindaco di Avella, Domenico Biancardi: «Stiamo lentamente tornando all’epoca in cui ad Avella c’erano frotte di visitatori attirati sia dal paesaggio che dalle bellezze artistiche. È un cammino lento però, che richiede un notevole sforzo economico».
Il paese sta affrontando il boom di presenze serali in modi diversi: «Abbiamo implementato il servizio di raccolta rifiuti affidandolo a due unità di personale aggiuntive che la mattina ripuliscono l’area. Presto procederemo ad una razionalizzazione anche della presenza degli ambulanti, tutti autorizzati ma la cui offerta va disciplinata, infine abbiamo varato il bando per concedere in gestione la pineta». In base al progetto dell’amministrazione il piccolo polmone verde dovrà trasformarsi in area attrezzata con un chiosco, le cui spese di manutenzione siano a carico di privati. «Quest’anno avremo più spese che un ritorno economico effettivo – spiega Biancardi – ma è un mattone che mettiamo per ridare smalto alla nostra offerta turistica. Con il completamento dei lavori al Castello e l’illuminazione serale dell’anfiteatro potremo garantire molto di più a chi vuole conoscere il nostro territorio».

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