Figlia di camorrista, lascia parenti e fidanzato e diventa suora

di Mariarosaria Alfieri

* criminologa, presidente associazione Criminalt

Clara (il nome è di fantasia) è una ragazza giovane e bella. Ha 25 anni. Nata e vissuta in provincia di Napoli. Proviene da una famiglia della malavita organizzata. Come d’uso nelle famiglie camorriste, deve obbedire ai codici imposti e deve pertanto essere anche lei camorrista. Clara però non ci sta. Vuole ribellarsi. Già in adolescenza scappa più volte di casa. Non vuole fidanzarsi col ragazzo (anch’esso camorrista) scelto per lei dal padre. Vuole frequentare altra gente, gente nuova, pulita come ci racconta. Ma non è facile. Tutti sanno che sei camorrista, che vieni da una famiglia di camorristi e ti evitano. Clara ha due sorelle più grandi che hanno fatto della malavita un proprio modus vivendi e due fratelli di cui uno carcere. Tre anni fa Clara inizia a frequentare, contro il volere della famiglia un ragazzo suo coetaneo. Da lì inizia l’inferno. Il ragazzo viene minacciato dal fratelli maggiore di Clara e viene anche ferito a colpi d’arma da fuoco. La ragazza scappa. Non torna più a casa. Vive in un’altra città. Ha cambiato vita. A breve prenderà i voti.

Chi era Clara prima, e chi è Clara ora?
“Sono sempre la stessa persona. Lo era prima e lo sono adesso. Sono nata e cresciuta in una famiglia in cui si viveva quotidianamente nell’illegalità diffusa. Non potevo parlare. Dovevo solo obbedire. A mio padre, ai miei fratelli, ai miei cognati. E anche ai “guaglioni” di mio padre. Volevo essere diversa, spensierata. Volevo frequentare gente semplice. Non mi è mai stato possibile. Il tutto è precipitato quando Gianmarco, il ragazzo con cui uscivo e stato sparato da mio fratello. Voleva solo intimidirlo. Ma lì ho capito che se veramente volevo cambiare, volevo prendere in mano la mia vita dovevo andare via. E’ stato molto difficile. Sono scappata senza prendere nulla. Ho lasciato tutto, ogni ricordo. Ma oggi sono serena”.

una scelta seria quella di prendere i voti, per una ragazza giovane come te…
“Quando scappai di casa non sapevo proprio dove andare. Nessuno mi avrebbe ospitata. Ero pur sempre una “camorrista”. Avevo pochissimi soldi in tasca. Presi un treno per andare lontano da Napoli. Alla stazione di arrivo incontrai delle suore, chiesi loro aiuto. Da lì è nato tutto. Pian piano ho iniziato a provare una serenità mai avuta. Ho capito che questa è la strada che devo seguire. Non divento suora per ripiego, lo divento per convinzione e per fede”.

Cosa diresti alla tua famiglia?
“Direi che sto bene cosi. Ho ritrovato me stessa. La libertà del corpo ma soprattutto quella dell’anima non ha prezzo. Rifare tutti i giorni la mia scelta”

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