venerdì, Marzo 1, 2024
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ESCLUSIVA- Felice Maggio: “Ecco perché mi sono dimesso. Querelerò chi mi diffama”

Felice Maggio
Felice Maggio

di Bianca Bianco

NOLA- Felice Maggio, dirigente del Comune di Nola dimessosi ieri scatenando un vero e proprio terremoto nell’ente di piazza Duomo, spiega al giornalelocale le ragioni della sua improvvisa quanto drastica decisione. Una decisione dettata da stanchezza e dalla necessità di stabilire una linea certa di demarcazione tra ruolo gestionale e ruolo di indirizzo, afferma. Una decisione che nulla ha  a che fare con le inchieste che di recente hanno travolto la macchina amministrativa nolana, questo lo sottolinea più volte.

Dottor Maggio, ieri un fulmine a ciel sereno. Le sue dimissioni hanno scosso non poco il Comune e l’opinione pubblica nolana.  

Una scelta sofferta, maturata nell’ultimo periodo con il crescere della stanchezza nello svolgimento del mio ruolo. Ho preso quattro giorni di ferie, le dimissioni saranno ufficiali il 16 ottobre, non un giorno qualunque ma il giorno del mio compleanno. Compirò 65 anni, e posso dire di averne spesi molti al servizio di questo Comune. Erano comunque dimissioni preannunciate.  

Perché si è dimesso? 

La ragione principale è la stanchezza. Un carico di lavoro diventato esorbitante, impegni che mi portano via molte ore, competenze diversificate che richiedono un aggiornamento costante e puntuale, ma anche molte rinunce.

Una motivazione plausibile, certo. Ma da più parti si sostiene che dietro la sua decisione ci siano divergenze con la parte politica, in particolare con qualche assessore. 

Questo è un aspetto che voglio chiarire e di cui ho discusso anche con il sindaco. A Geremia Biancardi ho chiesto che sia netta la differenza e la linea di demarcazione tra chi ha la competenza gestionale nell’ente e chi ha invece il ruolo di indirizzo politico. Da questo punto non si transige, ognuno deve ricoprire il proprio ruolo rispettando quello altrui. Le ingerenze sono dannose. Lo dico senza polemica, ciascuno ha le sue responsabilità e deve assumersele nell’ambito però delle sue esclusive competenze.

Negli ultimi anni ha rivestito un ruolo importante nella macchina comunale, assommando a poco a poco cruciali competenze. Prima la Tutela Ambiente, oggi le politiche sociali  e la pubblica istruzione per citarne alcune. Inoltre è coordinatore del Piano di zona sociale. Immaginiamo un tentativo dell’amministrazione di ricucire i rapporti. Se avvenisse?  

Potrei tornare sui miei passi, ma solo se venissero risolti i nodi che ho evidenziato. Io voglio lavorare serenamente, e voglio che la tensione della campagna elettorale non contagi la tranquillità del mio impegno professionale.

All’indomani delle sue dimissioni si è molto discusso sulle ragioni. C’è chi, più o meno velatamente, ha accostato il suo addio all’inchiesta denominata “Mandatopoli”, chi alla vicenda delle somme da restituire che colpì la dirigenza lo scorso anno.  

Questo mi ha molto amareggiato, e preannuncio querela nei confronti di chi, sia esso consigliere comunale o non, ha accostato la mia vicenda personale a quell’inchiesta. Non devo certamente difendermi, ma voglio ricordare che sono stato, rispetto alla cosiddetta “Mandatopoli”, l’unico dirigente ad avere eliminato i residui passivi (che costituivano secondo gli inquirenti la pezza di appoggio per effettuare mandati doppi o gonfiati ndr). Non ne sono stato sfiorato, così come altre vicende menzionate sono state archiviate. Non accetto strumentalizzazioni, non accetto che si faccia campagna elettorale sulla mia pelle né che si diffami la mia professionalità.

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