Primarie nolane, Costagliola: stop a sinistra spocchiosa, basta corruzione

Le 10 domande ai quattro candidati alle Primarie di “Nola che cambia” per la scelta del candidato sindaco per le prossime Comunali. Il nostro appuntamento comincia con Maurizio Costagliola. 

Maurizio Costagliola

Maurizio Costagliola

di Bianca Bianco

NOLA- “E se la palla spaccata fa sei, ci divertiremo veramente”. E’ stato definito outsider e neofita della politica, ma Maurizio Costagliola, candidato alle Primarie di “Nola che cambia” per la scelta dell’aspirante sindaco, preferisce commentare così i giudizi espressi sulla sua presunta mancanza di esperienza: con una battuta tipica del gioco della “bazzica”. Una battuta che, afferma, dà anche il senso dello spirito con cui affronta la vita e la competizione: “Serietà ma anche leggerezza”.

Quarantatre anni, agente di commercio, “nolano doc”, Costagliola non è proprio a digiuno di politica. Candidato a 19 anni in una lista di centrosinistra alle Comunali, si è formato  “a pane ed Unità” (il giornale del Pci) grazie all’appartenenza politica del papà, attivista del partito comunista ed è cresciuto all’ombra di un perfetto bipolarismo: la famiglia materna era infatti un caposaldo della destra nolana.

Costagliola ha risposto alle nostre dieci domande ai candidati delle Primarie su programmi e non solo.

Perché ha deciso di candidarsi alle Primarie?   

“Per riavvicinare alla politica le persone demotivate, quelle che non ci credono più. Io rappresento i delusi dalla politica, sia quella del centrodestra che quella del centrosinistra, ma soprattutto chi è deluso da questa sinistra ancora arcaica che non ha saputo costruire un’alternativa”.

Da dieci anni vince il centrodestra. Perché è troppo forte numericamente o perché l’alternativa non ha mai saputo organizzarsi? 

“Non guarderei solo alla forza numerica, il centrosinistra deve compiere un esame di coscienza. Negli anni si è affermata una classe politica di sinistra spocchiosa, con la puzza sotto il naso, che non ascolta la gente e si basa su una vetusta ideologia. E che, quando ha avuto il potere- mi riferisco all’era bassoliniana- ha avuto lo stesso comportamento del centrodestra, e ha fatto pure peggio. Questo centrosinistra deve capire che la politica si fa ascoltando con umiltà le persone. (Gli chiediamo qualche nome nolano tra i responsabili ndr). Non ci sono indiziati e colpevoli da additare, la responsabilità è di tutti. Anche di chi, come me, finora non si è messo in gioco”.

Nel suo programma da candidato sindaco cosa c’è al primo posto per Nola? 

“L’azzeramento degli incarichi dirigenziali e l’individuazione di alte professionalità per quei posti nella macchina comunale. Basta con questa burocrazia nolana avvelenata da nepotismo e apparato. Un cancro che ha avuto il suo acme nello scandalo Mandatopoli”.

Come giudica l’operato dell’amministrazione Biancardi? Salva qualcosa degli ultimi 5 anni? 

“Giudico negativamente la sua sudditanza a Paolo Russo, la mancanza di autonomia che ferisce una città importante e dal grandissimo potenziale come Nola. Salvo il piano traffico. Sembrerà strano, ma non è secondo me il male assoluto. Il problema è altrove, nella mancanza di infrastrutture, di offerte ricettive, di mezzi pubblici e di incentivi alle piccole imprese che consentano di rianimare il centro storico. Oggi chi lo fa lo fa con le sole proprie forze”.

Un aggettivo per definire i tre sfidanti. 

“Passaro è la tradizione, Napolitano è il progressista e Tripaldi la trasversale”.

Gioco della torre: chi butterebbe dei tre?

“Nessuno, contraddirei lo spirito delle Primarie che è quello della lealtà e della collaborazione. Restiamo tutti sulla torre”.

Se vince le primarie i tre perdenti faranno parte della sua squadra per le elezioni? 

“Certo, è scritto nella Carta di intenti: ci sosterremo in ogni caso. Fantasticando, saprei pure che incarico dar loro se entrassero in Giunta con me come sindaco: Passaro al Bilancio, Napolitano alle Politiche sociali e Tripaldi al Commercio”.

Quali sono i cardini del suo programma elettorale? 

“Rinnovamento macchina comunale, commercio, trasporti, verde pubblico ma soprattutto beni culturali. Questi sono la nostra linfa, la nostra storia deve essere valorizzata. Nola è una delle città campane che vanta quella più lunga e più ricca, ma fino ad oggi è stata mortificata”.

Cosa significa essere nolano, oggi? 

“Significa rimboccarsi le maniche e con i pochi mezzi che abbiamo, sostenuti dalla grande forza della nostra gente, salvare il salvabile”.

Nola che cambia, ma in cosa deve cambiare Nola? 

“Nella mentalità, nelle abitudini. Basta col familismo, basta con la gestione personalistica della cosa pubblica, basta con la corruzione. Deve cambiare la classe dirigente, e si deve affermare un concetto nuovo: i nolani non sono sudditi ma cittadini”.

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