FootPolitik, Mose e Qatar, tutto il Mondo è paese

di Stefano Mastini (Maidirecalcio.com)

Terzo appuntamento della nostra rubrica FootPolitik, l’angolo di MaiDireCalcio che cerca di fare da “ponte” tra il mondo, tanto amato, del pallone e quello, un pò meno amato, della politica. Protagonista di oggi sono due vicende che sono al centro di un polverone notevole su tutti i giornali e testate online di tutta Italia e del globo intero: lo scandalo tangenti del Mose, nei dintorni di Venezia, e l’altrettanto degno di nota “affaire” tangentizio riguardante il Qatar e i Mondiali del 2022, la cui votazione sembra esser stata pilotata “via mazzette”.

QATAR E MOSE, MA PRIMA LA STORIA Gherardo Colombo, nel 1997, al tempo della “bicamerale” di D’Alema, rilasciò un’intervista a Peppe D’avanzo, sul Corriere della Sera, con la quale spiegava “Tangentopoli sta finendo nel peggiore dei modi, perchè con le leggi che hanno fatto per mandare “in vacca” i processi moltissimi politici la faranno franca, perchè hanno accorciato la prescrizione, complicando le regole delle sentenze allungandone i termini, e quel sistema di tangenti/criminale, epicentro Milano, irradiazioni ovunque, dove ogni partito politico aveva un diretto interessato che si occupava di tangenti è venuta a galla solo per quanto riguarda la punta dell’iceberg, il resto è rimasto celato sotto” Queste dichiarazioni sono state deplorate dalla classe dirigente di allora e fu avviata un’azione disciplinare contro Gherardo Colombo dal Guardasigilli, Ministro Flick. Dite voi, perchè vi raccontiamo questa cosa? Perchè, se ci fate caso, i personaggi politici italiani coinvolti nel caso EXPO possono essere rintracciati in “Mani Pulite”, uno su tutti il compagno G (Greganti, già dentro a Mani Pulite). A distanza di pochi mesi esce fuori un altro scandalo come quello del Mose di Venezia, una barriera architettonica, una grande opera, come le tante che girano adesso per l’Italia (TAV-Autostrada Tirrenica-ecc), di dubbio gusto e valore che, a detta dei più, risulterebbe inutile per le mareggiate piccole, che recano tra l’altro pochi danni, che per le mareggiate grandi, che ne fanno parecchi di più; sarà mica un caso? Quanto più un modo di “essere”, un “modo di vivere”. I “furbetti del quartierino” questa volta sono più di una trentina, per un centinaio di indagati, tutti suddivisi nei vari partiti sia di destra (Forza Italia) che di sinistra (PD), tantè che adesso vige un altro hashtag dopo il #vinciamoPoi di Renzi in barba a Grillo, il comico prestato alla politica ha infatti lanciato il #arrestanoVoi. Il premier italiano dalla maglia viola ha ribadito la sua indignazione ma non può non ringraziare i magistrati, in questo caso, che hanno levato il polverone solo dopo le elezioni Europee. Ci spostiamo in Qatar, direzione Mohamed Bin Hammam, ex vicepresidente della Fifa, ex delegato Fifa per il Qatar, ed ex boss della federazione asiatica, avrebbe pagato mazzette per oltre 5 milioni di dollari, soprattutto a votanti africani, per fare vincere il Qatar nell’assemblea del dicembre 2010. Tutti pagamenti diretti, ai diretti interessati o ai familiari, tramite conti correnti segreti. Lo scandalo ha colpito anche Jack Warner già dimesso per accusa di corruzione proprio all’indomani della scelta della Fifa di assegnare i Mondiali al Qatar.

MOSE E QATAR, TUTTO IL MONDO E’ PAESE Non solo nel nostro paese sono in atto trame a noi sconosciute, pilotate da chi “ne sa di più”, in tutto il globo vige la regola dell’”inciucio”, ovvero del mettersi d’accordo su qualcosa di inconfessabile, con conseguente ricavo per coloro che mettono in piedi suddetto teatro. Grandi affari chiamano grandi interessi, poco da dire e poco da fare, un proverbio nostrano dice “i soldi vanno sempre ai soldi”, e questi, come le leggende, hanno sempre un fondo di verità. Il calcio non può essere esente da interessi, essendo infatti uno dei “veicoli” di denaro più conosciuti e importanti al Mondo, ed è chiaro, e palese, quanto possa interessare un Mondiale in una zona come il Qatar, i paesi arabi sono infatti in rapida ascesa dal punto di vista del tifo calcistico. Ecco che facendo “2+2″ ci si ritrova nella situazione di intravedere quel sistema, alle volte nemmeno tanto oscuro, e si arriva poi alla diretta conseguenza che “tutto il Mondo è paese”.

fonte: https://www.maidirecalcio.com/2014/06/06/footpolitik-mose-e-qatar-tutto-il-mondo-e-paese.html#.U5HAbnJ_vK0

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