Pestato dai bulli, il 15enne di Nola sotto choc: identificati due aggressori

NOLA- (Nello Lauro- Il Mattino) Schiaffi, pugni e calci. Con rabbia inaudita, con sadico gusto di colpire la vittima. Il tutto senza motivo. In una sola parola: bullismo, la faccia vigliacca della violenza. Un nuovo vecchio modo di mostrare la propria (presunta) forza a persone più fragili, più deboli o in difficoltà. Ultimo episodio da raccontare è accaduto al centro commerciale Vulcano Buono di Nola sabato scorso. Erano intorno alle 23 di sabato scorso: i negozi e la maggior parte della struttura, disegnata dall’architetto Renzo Piano, è chiusa fatta eccezione per la zona dei ristoranti. A.R., 15enne di Nola, figlio di dipendenti statali (il papà impiegato nel Ministero della Difesa, la mamma è insegnante), era in compagnia di 3 amiche minorenni quando in una parte dove c’erano pochissime persone è stato avvicinato da un ragazzo che gli chiedeva una sigaretta. “A questo punto si avvicinavano al giovane ed alle sue amiche – racconta Giuseppe Rubino, legale della famiglia del ragazzo aggredito – gli amici del bulletto uno dei quali gli chiedeva di abbottonargli un bottone della camicia. Nel contempo un altro amico che faceva parte del gruppo gli diceva: “Quante sono una, due, tre, quattro, cinque sigarette?” E l’adolescente che aveva le sigarette in pugno, con uno scatto repentino, le gettava in faccia a A.R.”. Da adolescenti a bulli: è diventato il cerchio della violenza e davanti alle amiche è partita una raffica senza soluzione di continuità di schiaffi, calci e pugni in faccia, alla testa e al corpo e anche quando la vittima del sabato sera era a terra senza alcuna difesa hanno infierito sul giovanissimo. “I colpi più forti– continua il legale del foro di Nola – sono stati inferti quando alzava le mani al capo per pararsi il viso e la testa e quando poi è caduto al suolo in preda ad un attacco di panico che gli impediva di muoversi e che per diverso tempo gli ha provocato uno svenimento”. Le amiche prima sotto choc hanno cominciato a gridare e a chiedere aiuto alle persone presenti e in breve tempo sono giunti sul luogo del misfatto i vigilantes del centro commerciale che non sono riusciti a fermare il branco scappato a gambe levate nell’oscurità della zona esterna del Vulcano Buono. Qualche minuto dopo il 15enne è stato soccorso dal personale della Security del Vulcano Buono, e trasportato in infermeria da tre persone in stato di incoscienza. Poi la corsa al pronto soccorso dell’ospedale di Nola dove è stato dimesso il giorno seguente: i medici del nosocomio gli hanno riscontrato escoriazioni alla testa, al gomito, al torace e all’addome. Poi la denuncia ai carabinieri della compagnia di Nola, agli ordini del maggiore Michele Capurso, che hanno avviato da subito le indagini del caso e hanno ascoltato le testimonianze della vittima, delle amiche, dei vigilantes del Vulcano Buono e, particolare importante, hanno acquisito le immagini del sistema a circuito chiuso del centro commerciale nolano che hanno “catturato” almeno due volti dei bulli del sabato sera (sono di Nola e di paesi limitrofi). In questi giorni il 15enne è ancora sotto choc per l’accaduto e non sta frequentando la scuola. Un sabato sera di (stra)ordinaria violenza che ha fatto montare la rabbia feroce anche sui social network e diversi blog cittadini: “Vogliamo la faccia di questi sette animali e pubblicarle sui social network”. C’era una volta la febbre del sabato sera, ora c’è la febbre del bullismo: la faccia vigliacca della violenza.

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