Torna a crescere il mercato delle case: +3,5% dopo sette anni in calo. I prezzi ancora giù

Dopo sette anni il mercato delle abitazioni torna a crescere. Nel 2014 le compravendite sono state 421.000, e hanno registrato ‎un incremento del 3,5%. I dati sono contenuti nel rapporto dell’osservatorio del mercato immobiliare, dell’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con l’Abi. Il dato positivo, si legge nel rapporto, lascia comunque il mercato immobiliare delle abitazioni “al di sotto dei valori registrati alla fine degli anni ’80”. Il dato complessivo, si spiega, “è influenzato dagli effetti fiscali della modifica dell’imposta di registro intervenuta dal primo gennaio del 2014, che ha portato a rogitare acquisti, di fatto compiuti sul finire del 2013, nei primi mesi del 2014”. Ricostruendo la serie storica, per neutralizzare tale effetto, “si può ipotizzare che l’incremento nello scorso anno si limiti al più contenuto 0,7%”.

Mutui. Nel 2014 le abitazioni acquistate tramite mutuo hanno registrato un balzo in avanti del 12,7% (161.842 unità). La rata media è stata di ‎631 euro, in calo rispetto ai 682 euro dell’anno precedente.

Prezzi. Nel 2014 i prezzi delle case sono scesi del 4,1%, proseguendo il trend degli anni precedenti (nel 2013 si è registrato un -5,7% e‎ nel 2012 un -2,9%). Complessivamente, nell’ultimo triennio, il calo è stato di circa 12 punti percentuali. I dati sono contenuti nel rapporto dell’osservatorio del mercato immobiliare realizzato dall’Agenzia delle entrate in collaborazione con l’Abi. Nel 2014 il prezzo medio delle case è di 146.600 euro, la superficie media è di 105,2 metri quadrati.

Grandi città. Nel 2014 è Bologna la città con la migliore performance del mercato immobiliare, con un incremento delle compravendite del 18,5%, mentre Napoli ‎mantiene il segno negativo (-3,7%). Il focus sulle grandi città mostra che incrementi sopra la media nazionale (3,5%) si registrano a Genova (+15%), Roma (+13,9%), Firenze (+13,3%), Torino (+5,4%), Milano (+5%) e Palermo (+4%). L’andamento del mercato diviso per aree geografiche mostra che l’incremento maggiore si registra al centro (+6,5%), seguito dal nord-est (+5%) e dal nord-ovest (3,4%). Ancora contenuti invece i rialzi nelle aree del sud (+0,8%) e nelle isole (+0,2%).  (adnkronos)


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