venerdì, Maggio 24, 2024
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Dramma A16, ex portuale si schianta contro guard rail e muore

BAIANO-(di Bianca Bianco- Il Mattino)  Quattro incidenti in due settimane, tre in un solo giorno: cinque morti e nove feriti in meno di un mese. Tutti tra il chilometro 26 (quello della strage del pulmino degli operai napoletani avvenuta lo scorso  maggio) ed il chilometro 24 della A16, tra l’uscita di Baiano e quella di Tufino. L’ultima tragedia si è consumata ieri, meno di ventiquattrore dopo i due incidenti avvenuti poco più giù senza morti. A perdere la vita è stato il 67enne Biagio Giovanni Barbato di Pietrastornina, rimasto intrappolato nell’abitacolo della sua Seat Ibiza dopo un tremendo tamponamento con una Polo. La sua auto è rimasta schiacciata contro il jersey al chilometro 25,800, un chilometro prima del posto in cui i quattro lavoratori si schiantarono contro la cuspide dello svincolo di Baiano . Barbato non aveva scampo, l’area autostradale che collega due caselli e due province è stata macchiata di nuovo sangue e di un nuovo dramma causato forse dall’alta velocità e dalla disattenzione alla guida di chi affronta questo rettilineo senza ostacoli. Erano le 14 di ieri quando l’uomo, alla guida della sua utilitaria,  affrontava la A16 in direzione Avellino. Con tutta probabilità ritornava a casa a Pietrastornina dopo una mattinata a Napoli. Arrivato al km 25.800, per cause che dovranno essere accertate, è stato tamponato da una Polo guidata da un 35enne di Avellino con a bordo altre quattro persone. L’urto è stato devastante. La Seat si è accartocciata contro la barriera di sicurezza dell’autostrada, il 67enne, che viaggiava solo,  ha riportato traumi profondi ed ha perso la vita poco dopo l’impatto con il guard rail. Le persone che viaggiavano sulla Polo hanno riportato ferite non gravi e sono state trasportate agli ospedali di Nola ed Avellino. Sul luogo dell’incidente, che ha causato lunghe code e rallentamenti, gli agenti della Polizia stradale del distaccamento Ovest di Avellino coordinati dall’ispettore Oreste Bruno che hanno ripristinato la viabilità ed effettuato i primi rilievi. Al loro fianco, i vigili del fuoco di Avellino con i colleghi del distaccamento di Nola: si sono rese necessarie due squadre per liberare il corpo del povero Barbato dalle lamiere contorte della sua vettura. Inutile il soccorso dei sanitari del 118, giunti in pochi minuti e che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’automobilista. Sul corpo dell’uomo è stato già effettuato un primo esame autoptico, affidato al medico legale Picciocchi che ha affiancato il pm della Procura di Avellino cui spetterà accertare la dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità del conducente della Polo. Chiarezza dovrà essere fatta, sia dagli organi inquirenti che dalle istituzioni, sulle ragioni di una escalation di tragedie stradali su un percorso dritto e senza ostacoli. Un rettilineo che induce a spingere sull’acceleratore in entrambe le direzioni e sul quale molti-  in primis lo hanno fatto i sindaci del Baianese all’indomani della strage del pulmino di operai-  invocano l’installazione di un tutor. Una misura che potrebbe salvare qualche vita ma che non potrà dare sollievo ai parenti delle vittime di questa arteria, come quelli di Biagio Giovanni Barbato, ex dipendente del porto di Napoli da poco pensionato che aveva deciso di tornare nella sua Pietrastornina da qualche tempo dopo diversi anni trascorsi a Napoli. Una vita di lavoro e sacrifici disintegrata contro un guard rail della A16.   L’autostrada che nessuno vuol chiamare “maledetta” ma che sta seminando troppo dolore e troppi lutti.

 

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