Italicum, Avella e Sperone contro annessione al collegio elettorale di Nola

AVELLA- (Bianca Bianco- Il Mattino) Umiliati istituzionalmente ed emarginati. Così si sentono Domenico Biancardi e Marco Alaia, sindaci di Avella e Sperone, dopo lo smacco dell’Italicum. La nuova legge elettorale, pubblicata due giorni fa in Gazzetta ufficiale ed in vigore dal 26 agosto, spacca in due il Baianese. Mugnano, Sirignano, Quadrelle e Baiano finiscono nel collegio “Campania 2” , quello che accoglie provincia di Avellino e Benevento. Per Avella e Sperone la ‘deportazione’ nel collegio “Campania 5”, quello in cui confluiscono i Comuni della vicina area nolana. Una separazione inaspettata che i primi cittadini interpretano come l’ennesimo tentativo di emarginazione per un territorio già schiacciato culturalmente e politicamente tra due province. Marco Alaia, fascia tricolore a Sperone, già ieri ha preso carta e penna ed ha scritto al prefetto Sessa per chiedere un’audizione presso l’ufficio territoriale del Governo: “In quanto emanazione del governo centrale- spiega Alaia-mi rivolgo al prefetto per presentare le doglianze della mia comunità per una decisione che interpretiamo come offensiva per la storia di questi paesi”. “Quanto avvenuto- dichiara Alaia- è un vero e proprio blitz con cui si ignorano le richieste del nostro territorio che, in prima battuta, quando si paventò la presenza di tutti i Comuni nel collegio del Nolano, chiesero di essere ricompresi in quello irpino. Le nostre istanze sono state ignorate e calpestate mettendo in atto un vero e proprio abominio politico ed istituzionale con il beneplacito di una classe politica inesistente che ha contribuito ad affossare l’intero comprensorio. Difficile non vedere in questa decisione una precisa strategia politica, un’astuzia”.
Una scelta “abnorme” e dagli effetti devastanti per il Baianese, incalza il primo cittadino di Avella Domenico Biancardi: “Sono decisioni scellerate, per le quali dobbiamo dire grazie ad una classe politica disattenta che solo oggi piange lacrime di coccodrillo a cose fatte”. Biancardi minaccia di chiamare i cittadini alla disobbedienza civile: “Alla prossima scadenza elettorale, qualunque essa sia, chiederò ai miei concittadini di non votare ma di stracciarla questa tessera elettorale. La nuova legge ci ha trasformato in periferia della periferia, e il peggio è che dinanzi a queste inopportune manovre noi siamo impotenti. Cosa posso fare da sindaco? Questo cambiamento mi impone di riflettere persino sulla possibilità di ricandidarmi nel duemilasedici”.  Sia Alaia che Biancardi dichiarano di non volersi dimettere, e guardano alla nuova legge come ad una violenza premeditata verso il Mandamento, da sempre zona di confine. Enrico Montanaro, sindaco di Baiano, si schiera coi colleghi: “Solidarietà ad Avella e Sperone, saremo al loro fianco per intraprendere qualsiasi battaglia contro una scelta errata da parte del governo. Mi auguro e spero che l’impegno anche dei nostri parlamentari possa proseguire per concretizzare la modifica. Quanto accaduto ci deve motivare ulteriormente a far decollare il processo dell’Unione del Baianese per testimoniare la compattezza del nostro territorio. Anche in questo modo riusciremo a far comprendere la nostra appartenenza alla provincia di Avellino”
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