giovedì, Maggio 30, 2024
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Camorra: i Cava padroni dell’Irpinia ma si teme una nuova faida

AVELLINO- Le organizzazioni criminali camorriste in Irpinia sono quelle storicamente consolidatesi in provincia di Avellino. Clan Genovese, clan Cava e clan Pagnozzi si dividono l’Avellinese, estendendo i loro tentacoli fino al Nolano (nel caso dei Cava) e alla provincia di Benevento nel caso dei Pagnozzi. Il clan Genovese, conosciuto come clan Partenio, da sempre alleato con i Cava che così sono penetrati fino ad Avellino città, sta vivendo un periodo negativo dopo l’arresto dei suoi capi e questo, si legge nel dossier della Direzione investigativa antimafia relativo al secondo semestre del 2014, ha dato la possibilità di riorganizzarsi al clan Galdieri di Mercogliano. I Cava stanno approfittando della vacatio dei Partenio ma nello stesso tempo si stanno estendendo verso il Nolano e l’Agro nocerino sarnese. Le famiglie Galdieri e Cava, si legge, sono in contrapposizione dagli anni 80 e questo potrebbe riportare ad un nuovo conflitto, come dimostra il ferimento avvenuto nel settembre del 2014 a Pago del Vallo di Lauro e che ha riguardato un pregiudicato. Un tentato omicidio nella bocciofila del paese che sarebbe testimonianza delle recrudescenze della faida tra i due sodalizi che in trenta anni hanno alternato la pax mafiosa a cruenti scontri. I Cava stanno per questo allacciando nuove alleanza come dimostra l’arresto, sempre nel settembre del 2014, di un affiliato del clan Lo Russo di Napoli ad Atripalda, zona di ‘interesse’ dei Cava. I Pagnozzi, gruppo criminale da sempre influente su gioco d’azzardo, sale giochi ed appalti pubblici, ha stretto alleanza con i Casalesi e trasferito i suoi interessi anche a Roma. Interessi gestiti oggi dalla moglie dell’ex capoclan, a lui subentrata dopo l’arresto.

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