Tangenti al Comune, il sindaco Zinno: estraneo ai fatti. Puglia (M5S): colpevoli della loro incapacità

SAN GIORGIO A CREMANO – “Ieri mattina la Polizia, su ordine della Procura della Repubblica di Napoli, ha effettuato una azione volta ad acquisire elementi su alcune procedure gestite, negli scorsi anni, da uffici del Comune di San Giorgio a Cremano”. Lo dice il sindaco Giorgio Zinno in merito all’indagine della Procura della Repubblica di Napoli su alcuni appalti comunali. ”Sono state emesse diverse misure di custodia cautelare per dipendenti dell’Ente ed imprenditori, ma nessun provvedimento di questo genere è stato preso nei confronti di amministratori ed ex amministratori, come invece riportato da organi di stampa. Mi è stato consegnato un avviso di garanzia ed affermo, nella maniera più forte e decisa – spiega Zinno – di essere completamente estraneo alle vicende contestate”. ”In questo momento sono, come tutti i giorni, al lavoro nel mio ufficio al Comune per lavorare nell’esclusivo interesse della Città. Esprimo, nella massima serenità, piena fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine che stanno svolgendo questa indagine ed attendo di essere messo da loro a conoscenza di ulteriori e più chiari elementi prima di dare un giudizio su quanto sta avvenendo in queste ore. Sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento: il Comune che mi onoro di guidare è una casa di vetro e l’assoluta trasparenza è il cardine della mia azione amministrativa”, conclude il sindaco. “In questi trent’anni è mancata un’opposizione. Stamattina sono scattati avvisi di garanzia per sindaco, ex sindaco e funzionari del comune di San Giorgio a Cremano, il comune di Massimo Troisi, per associazione a delinquere turbativa d’asta. Queste denunce noi le abbiamo fatte a febbraio 2015. Siamo stati noi a denunciare alla Procura della Repubblica irregolarità sugli appalti”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio(M5s), a Palermo parlando delle indagine della procura della Repubblica di Napoli in merito ad alcuni appalti del comune di San Giorgio a Cremano. “Se in questi anni ci fosse stata un’opposizione nazionale a Berlusconi – ha detto – e quelle locali di Forza Italia al Pd, probabilmente le inchieste sarebbero scattate. Il problema della corruzione è che si tenevano tutti per mano”.  “Come i ladri beccati con le mani nel sacco professano la loro innocenza, così i nostri amministratori coinvolti in inchieste giudiziarie manifestano puntualmente fiducia nella magistratura. Dicano piuttosto, come nel caso dell’ultima tangentopoli che ha travolto il Comune di San Giorgio a Cremano, dov’erano quando nella stanza accanto c’era chi consegnava appalti d’oro agli amici in cambio di mazzette. Dov’era il sindaco Giorgio Zinno, vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici in quegli anni di tangenti e appalti truccati, quando i magistrati svolgevano accertamenti sull’operato di funzionari e dipendenti per l’assegnazione sospetta di opere strategiche per la città? Dov’era il suo “capo”, Domenico Giorgiano, quando venivano avallate strane procedure di affidamento di importanti opere pubbliche?”. E’ la dura accusa mossa dal senatore del Movimento 5 Stelle, Sergio Puglia, commentando l’indagine della Procura di Napoli sulla presunta tangentopoli al Comune di San Giorgio a Cremano. “Al cospetto di sei arresti – prosegue Puglia –  in un’indagine che vede entrambi gli esponenti del Partito democratico raggiunti da avviso di garanzia, il sindaco e il suo predecessore professano innocenza ed estraneità ai fatti. Entrambi sono colpevoli di non aver visto, di non aver sentito, di non aver capito né sospettato che in casa propria si lucrava sulla pelle dei loro concittadini ed elettori”. “Sui fatti contestati – conclude il senatore – il Movimento 5 Stelle non ha taciuto. E’ anche grazie a una nostra denuncia, del febbraio scorso, su irregolarità nei bandi di gara e sulle procedure di assegnazione degli appalti, che è decollata l’inchiesta che ha portato a 6 arresti e a una ventina di indagati. Tra questi, un sindaco e un ex sindaco. Colpevoli anche della loro incapacità”.

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