Niente Imu se casa in comodato ai figli, canone Rai in bolletta

ROMA –  Potranno dire addio alle tasse sulla casa anche i proprietari di immobili dati in comodato a figli (o genitori), ma solo ad alcune condizioni. Il proprietario non deve possedere un altro immobile ad uso abitativo in Italia e deve aver abitato nel 2015 nella casa che intende cedere al parente in linea retta entro il primo grado. Lo prevede un emendamento delle relatrici al ddl Stabilita’. In pratica, la casa ceduta al figlio viene “trattata” dal punto di vista fiscale, come prima casa anche se il proprietario non vi risiede. Dall’esenzione sono escluse ville e castelli.
E’ prevista poi una riduzione dell’Imu del 25% per i proprietari che danno in affitto la propria casa a canone concordato. E’ questo l’accordo cui si e’ giunti durante le riunioni di ieri sulla legge di Stabilita’ tra governo e maggioranza e che, a quanto si apprende, e’ stato recepito da un emendamento delle due relatrici. La misura avrebbe un costo di 80 milioni di euro circa. Per gli immobili dati in affitto a canone concordato, inoltre, la somma delle aliquote Imu e Tasi non potra’ superare il 4 per mille. E’ quanto prevede un emendamento delle relatrici al ddl stabilita’, che sara’ depositato a breve in commissione Bilancio al Senato.
Stabilita’: canone Rai in bolletta in 10 rate mensili

Il pagamento del canone Rai in bolletta avverra’ “in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento immediatamente successiva alla scadenza delle rate”. E’ quanto prevede un emendamento al ddl Stabilita’ delle due relatrici, che dovrebbe essere votato oggi dalla commissione Bilancio del Senato. Le rate scadute al primo gennaio 2016 saranno “cumulativamente” addebitate nella prima fattura successiva al primo luglio 2016. Le rate del canone Rai “s’intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre”. Le somme riscosse sono riversate direttamente all’erario dalle societa’ elettriche entro il giorno 20 del mese successivo a quello di incasso e, comunque, l’intero canone deve essere riscosso e riversato entro il 20 dicembre di ogni anno. Sono esclusi, in ogni caso, “obblighi di anticipazione” da parte delle imprese elettriche. L’importo delle rate deve essere “oggetto di distinta indicazione” nel contesto della fattura emessa dall’impresa elettrica e non e’ imponibile ai fini fiscali.  Destinare 1,5 milioni per il triennio 2016-2018 al diritto allo studio universitario, di cui il 60% alle regioni del Sud. Lo prevede un emendamento alla legge di stabilita’ delle relatrici che dovrebbe essere depositato a breve in Commissione Bilancio del Senato. Il Fondo di finanziamento dello Stato per l’assistenza scolastica a favore degli studenti universitari da attuare tramite gli enti regionali per il diritto allo studio universitario viene aumentato di 500mila euro per ciascuno degli anni del triennio 2016-2018. Le maggiori risorse “vengono destinate per il 60 per cento alle regioni del Mezzogiorno e alle Isole”, si legge nel testo. Conseguentemente il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica viene ridotto di 500mila euro per ciascuno degli anni del triennio 2016-2018. (agi)

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