sabato, Giugno 22, 2024
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Banconote false a un distributore di benzina, un arresto e una denuncia

1MANOCALZATI – Detenzione di stupefacenti e banconote falsificate, sono queste le contestazioni che hanno portato i carabinieri della stazione di Atripalda all’arresto di un 33enne. I militari sono intervenuti presso un distributore di carburanti poiché il titolare dell’esercizio aveva segnalato loro il tentativo, posto in essere da due persone, di “rifilargli” una banconota a suo dire sospetta. La tempestività di intervento consentiva ai militari di rintracciare il veicolo con i due provenienti da un comune limitrofo, un 33enne ed un 30enne entrambi già noti alle Forze di Polizia. All’esito di perquisizione personale, venivano trovati in possesso di ulteriori tre banconote da 50 euro risultate abilmente contraffatte. Oltre alle banconote il 33enne veniva trovato anche in possesso di un involucro in cellophane contenente cocaina. I militari dell’Arma decidevano di estendere la perquisizione anche alle loro abitazioni, operazione che confermava i sospetti: infatti, a casa del 33enne, sia in un mobile credenza del soggiorno che nel comodino e nell’armadio della camera da letto dove c’erano marijuana e hashish. La droga, per un peso complessivo di circa 55 grammi, è stata sequestrata, unitamente ad un bilancino di precisione ed altro materiale rinvenuto considerato idoneo al confezionamento di dosi verosimilmente destinate all’illecito mercato, nonché ai 200 euro in banconote da 50 euro risultate contraffatte. Il 33enne è stato arrestato, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente nonché di spendita di monete falsificate e, su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino diretta dal procuratore Rosario Cantelmo, trattenuto presso le camere di sicurezza del Comando Provinciale Carabinieri  in attesa di comparire nella mattinata odierna dinanzi al Tribunale per essere giudicato con la formula del rito direttissimo. Per il 30enne scattava invece la denuncia in stato di libertà alla medesima Autorità Giudiziaria per il reato di spendita di monete falsificate.

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