Dodici modi per essere camorrista, lo sfogo di Leopoldo Esposito (M5S)

MARIGLIANELLA- Leopoldo Esposito, portavoce del Movimento 5 stelle già candidato a sindaco nel Comune di Mariglianella lo scorso maggio, condivide con i lettori de ilgiorrnalelocale il proprio ‘sfogo’ sulla camorra. O meglio sull’agire camorristico che si infiltra anche tra i colletti bianchi. “Camorra non significa, come siamo abituati spesso a pensare dai media, solo sparare, uccidere e far saltare in aria ma anche e, forse, soprattutto una serie di comportamenti diffusi: la riduzione sistematica dello spazio concesso agli altri, la violazione delle regole della convivenza, l’idea che un vantaggio per sé o per la propria famiglia valga il sacrificio del patto di coesione sociale costituiscono il brodo di coltura della mentalità camorristica. Se tale cultura è analoga a quella dell’organizzazione criminale vera e propria, si produce una contiguità tale che il comportamento realmente delinquenziale non verrà isolato, perché in qualche modo risulta omogeneo ai nostri valori. Un aspetto, a mio avviso, dannatamente preoccupante risiede nella percezione, ormai diffusa, che il successo economico giustifichi qualsiasi cosa: è il contenuto di una parte dei messaggi politici cui siamo oggi sottoposti. C’è sempre più una legittimazione culturale della sopraffazione, purché premiata dal successo. È un supporto esterno alle logiche criminali che si manifesta, naturalmente, sul piano culturale più che su quello comportamentale, ma porta ad una pericolosa corruzione del tessuto sociale. L’intersezione tra la sfera della criminalità e quella dello Stato e’ sempre più manifesta ed evidente, la marcia dei malavitosi nelle istituzioni e il movimento di alcuni membri delle istituzioni in territori ideali contigui a quelli frequentati dalla camorra. Troppo spesso tra il funzionario e il mafioso non c’è neppure una differenza qualitativa sostanziale sul piano dei valori. Si sviluppano, così, situazioni di connivenza che non richiedono neanche la trasgressione esplicita delle regole: in un contesto inquinato un appalto può essere attribuito all’impresa designata senza alcun abuso procedurale, perché le altre aziende non parteciperanno neppure alla gara, certe che a loro toccherà una diversa fetta della torta. La violenza esplicita non è una caratteristica fondamentale dell’agire camorristico ma ne è solo la forma estrema. La camorra oggi realizza i suoi scopi per altre vie: 1. La strategia del consenso è di gran lunga più efficace di quella della sopraffazione; 2. La minaccia velata travestita da consiglio; 3. La prepotenza mediatica e verbale; 4. Il ricatto travestito da cortesia; 5. Il voto di scambio per tenerci in pugno; 6. Il degrado sociale e culturale per poterci facilmente manipolare; 7. Incarichi professionali, concorsi e appalti per ricambiare, con i nostri soldi, i favori elettorali; 8. Le derrate alimentari per comprare il consenso di chi è meno fortunato di noi, mistificando un diritto in favore personale; 9. L’abuso di potere esercitato anche attraverso l’edilizia privata; 10. Gli attacchi alla persona per intimidire e zittire ; 11. I 50 euro per comprare la nostra libertà di voto, di espressione, di pensiero e di parola; 12. Il terrorismo psicologico tra i cittadini creando sudditanza e paura di esporsi….. Potrei andare avanti per ore, ma non credo ce ne sia bisogno; ognuno di noi, se si guarda intorno, sa bene di cosa sto parlando e quali altri aspetti subisce direttamente e indirettamente. Chi si presta e chi tace è complice”.

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