Agenzia Area Nolana, Manzi: “Torni la stagione dei sindaci”

CASAMARCIANO- I sindaci dell’area nolana hanno trovato un accordo: torna il “Tavolo dei Comuni”, organismo interno all’Agenzia di sviluppo composto dai sindaci dei diciotto paesi soci. Il Tavolo dei Comuni sostituisce il Cociv (Comitato di Controllo, Indirizzo e Vigilanza) e ristabilisce il principio di parità tra gli enti in luogo del principio di maggioranza. All’intesa si è arrivati a pochi giorni dall’appello lanciato dal sindaco di Casamarciano Andrea Manzi ed alla vigilia della votazione sul bilancio dell’Agenzia, in agenda per il prossimo 6 aprile.

Sindaco Manzi, la svolta, ovvero il ritorno del “Tavolo dei Comuni”, è arrivata, ma non sono mancate polemiche e reazioni anche aspre al suo ultimo appello sulle sorti dell’Agenzia.

Ho letto in particolare quanto detto dal consigliere del Comune di Nola, l’amico Franco Nappi che si è ingenuamente prestato al ventriloquo di turno. Per indole non rispondo a chi parla per conto di altri, mentre sui parassiti mi fido di lui: sicuramente lui e chi gli ha dettato la nota sanno di che parlano”.

Una settimana difficile dopo il suo sfogo, ma alla fine si è arrivati alla ricostituzione del “Tavolo dei Comuni”.

I sindaci in maniera matura e consapevole hanno messo da parte le logiche partitiche e gli steccati ed hanno discusso e deciso che fosse necessario abbandonare il Cociv e ridare vita ad una struttura non più maggioritaria, in cui ogni Comune ha pari forza e pari dignità. Hanno compreso la necessità di rimettere al centro della discussione i sindaci, ridiventati protagonisti istituzionali. Questo è importantissimo perché una nuova stagione dei sindaci, in cui i rappresentanti dei Comuni abbiano più voce in capitolo, più forza, più capacità programmatica ed idee, non potrà che trasformarsi in vera e importante opportunità per il territorio. Grazie a questa nuova consapevolezza ed all’impegno di tutti i primi cittadini ora l’intesa anche su aspetti importanti come la nomina dei tecnici esterni, figure professionali a progetto e con obbligo di performance, ovvero che verranno pagati solo per i risultati ottenuti”.

A partire da queste novità lei ritiene che ci sia ancora un futuro per l’Agenzia di sviluppo?

Quello fatto era un passo necessario per uscire dalle sabbie mobili della partitocrazia che stava dividendo i sindaci. Ma non è il passo decisivo. Per rilanciare le sorti dell’Agenzia, che continuo a definire un carrozzone che ha caricato sin troppa zavorra in questi anni senza produrre nulla, secondo i sindaci serve ricominciare a ragionare secondo una visione integrata e realistica del territorio, partendo da progetti condivisi e lungimiranti ma soprattutto che diano esiti che incidano davvero sulla crescita della nostra realtà. Io ritenevo e ritengo che solo dando nuova linfa, nomi nuovi, professionalità esterne, si può raggiungere questo obiettivo. L’Agenzia, al di là di ogni legittima critica, è attualmente l’unico strumento a disposizione dell’area nolana per mettere su carta questi progetti integrati, per reperire fondi europei, per cogliere le opportunità offerte dalla Comunità europea a chi fa politiche integrate. Per questo si deve guardare oltre: l’Agenzia non è solo un gestore di servizi, ma soprattutto un potenziale ed efficace catalizzatore di progetti e finanziamenti”.

Voterà il bilancio il prossimo 6 aprile?

No, Casamarciano non darà la propria approvazione al bilancio dell’Agenzia di sviluppo. Servono altri passi in avanti, serve una modifica statutaria. In più auspico che la discussione sul documento contabile sia aperta al pubblico ed alla stampa in nome della trasparenza. L’Agenzia di sviluppo non è una entità astratta rispetto ai bisogni della cittadinanza, al contrario si deve rivolgere prima di tutto ad essa”.

Disse che Casamarciano sarebbe uscita dall’Agenzia. Ha cambiato idea?

L’ente che amministro e i miei concittadini vogliono che sia dato un segnale di reale cambiamento. La mia provocazione è servita a dare uno scossone all’ambiente, ma serve un restyling vero e completo per fare uscire l’Agenzia dall’empasse. Se questo mancherà, resteremo sempre della nostra idea”.

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