Referendum di ottobre, Esposito (M5stelle): “La Costituzione non è un affare Pd”

MARIGLIANELLA- Polemiche… a cinque stelle sul referendum costituzionale. Un referendum cui sono legati le stesse sorti del Governo Renzi. Il premier ha infatti affermato: “Se ad ottobre dovesse vincere il no, andrò a casa e smetterò di fare politica”, come ribadito anche dal ministro Maria Elena Boschi. Sul punto Leopoldo Esposito del Movimento Cinque Stelle polemizza: “Il referendum costituzionale riguarda leggi di revisione della Costituzione (come il ddl Boschi oggetto di questo referendum) e le altre leggi costituzionali.  La riforma su cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi,  prevede, in sintesi, la fine del bicameralismo perfetto, l’elettività dei senatori, l’eliminazione della figura del senatore a vita, nuove regole per l’elezione del capo dello Stato, un nuovo processo di approvazione delle leggi, le competenze di Stato e regioni, l’abrogazione delle province e del Cnel e alcune novità in materia di referendum. Non trovo per niente normale, corretto e maturo vincolare il proprio destino politico all’esito del Referendum costituzionale. Così facendo si sta svuotando il referendum di ottobre del suo vero, radicale e delicato significato trasformandolo, mancando di rispetto a tutti noi cittadini italiani, in una mera e “semplice” sfida personale tra chi “è con me o contro di me”, Non ritengo politicamente, socialmente, civilmente e umanamente corretto che il Presidente del Consiglio e un ministro agiscano così, offendendo la nostra intelligenza, sminuendo e mortificando il gesto che andremo a compiere ad ottobre. La Costituzione non è un affare personale o una questione tra il Pd e l’opposizione ma un atto fondamentale per la libertà e la democrazia del nostro Paese fatta di pesi e contrappesi tali da definire la natura, la forma, la struttura, l’attività e le regole fondamentali della nostra nazione”.

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