Nolano, è Malaria: in 300mila soffocati dalle polveri sottili

SAN VITALIANO (Nello Lauro – Il Mattino) – I killer silenziosi. Così piccoli da essere inalati, così forti da penetrare nei polmoni e accumularsi nel sangue. Non sparano, ma si respirano. Non uccidono all’istante, ma fanno ammalare. Non si vedono, ma si sentono. E gli effetti sono devastanti. Sono le polveri sottili conosciute in gergo tecnico come pm 10 o pm 2,5: i nuovi nemici che formano la cappa opprimente ormai fedele, quotidiana, scomoda e inquietante che sfida i polmoni di 300mila abitanti che popolano l’area nolana. Numeri che crescono, sempre in negativo, e fanno scalare le classifiche delle zone meno «respirabili» della nazione. Dal 5 aprile anche Pomigliano ha raggiunto il limite di 35 sforamenti delle polveri sottili all’anno consentiti per legge, con una concentrazione superiore ai 50 microgrammi per metro cubo al giorno. In testa alla classifica svetta San Vitaliano, a quota 45, che ha sfondato il tetto nel mese di marzo e che da anni detiene il record di sforamenti della zona. Anche Volla, a quota 39, è tra le città fuorilegge per i dati pubblicati dall’Arpac. E si avvicina al limite Acerra nella zona del termovalorizzatore che si attesta a quota 33, vicino alla «linea rossa». Numeri impietosi. Un concentrato di problemi flagella questa porzione di Campania Felix, a cominciare dal sostenuto traffico veicolare che trae alimento dalla presenza dei due assi autostradali A16 e A30, dell’Asse Mediano, della statale 7bis, della 268 del Vesuvio oltre alle varie strade cittadine. Invasione di mezzi pesanti, auto, moto. Secondo studi medici certificati questa area è anche penalizzata da una particolare conformazione che favorisce il ristagno delle polveri sottili in arrivo da Napoli: ristagno determinato anche dall’assenza di vento e dalle scarse precipitazioni. Vanno aggiunti poi la pessima qualità della legna spesso usata nei caminetti delle case, i roghi agricoli e quelli organizzati dei rifiuti, la presenza di diverse cave estrattive su tutto il territorio da Casamarciano fino alla frazione di Polvica (nell’area compresa tra Nola, Cicciano e Roccarainola). Una vera bomba ecologica con una concentrazione media giornaliera dicono i dati – quasi doppia rispetto a quella massima consentita dalla legge italiana e quadrupla di quella ammessa dall’Oms. Secondo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) il pm 10 incrementa l’asma tutto l’anno e le bronchiti in inverno mentre il pm 2,5 è un probabile fattore di rischio per l’insorgenza di tumori.
Se questo è il quadro, che cosa si fa per modificarlo? Al momento praticamente nulla. Se in città capoluogo gli amministratori mettono in essere quanto meno soluzioni tampone in presenza di sforamenti, dalle targhe alterne alle domeniche ecologiche, nelle cittadine e nei paesi di provincia tutto è fermo. Eppure la legge è chiara, e vale indipendentemente dal numero di abitanti. Ai sindaci tocca predisporre misure per limitare il livello dell’inquinamento, a partire da quelle d’emergenza e transitorie. E tocca promuovere protocolli operativi per intese tra Comuni confinanti, Città metropolitana, Regione, Asl, Prefettura, Anci, aziende di trasporto e Arpac. Questi protocolli, ogni qualvolta i livelli di pm 10 sforano la soglia massima per almeno tre giorni consecutivi, devono prevedere misure di limitazione del traffico auto veicolare e dei mezzi pesanti, riduzione del riscaldamento di edifici pubblici e privati, divieto di utilizzo di caminetti e di generatori di calore alimentati a biomassa. Ma di questi provvedimenti, ad ora, nessuna traccia. Legambiente, che da anni pubblica il rapporto Malaria, con il quale certifica i dati in costante peggioramento, punta anche su alcuni interventi strutturali: un piano traffico intercomunale, piani energetici comunali, più aree verdi pubbliche e la disposizione ovunque possibile di piante assorbenti polveri sottili, specialmente ai margini delle strade, alle rotonde e davanti le scuole, nonché l’incentivazione dell’uso di vernici che assorbano le polveri sottili per adeguare le facciate degli edifici pubblici e privati. Ma la teoria è inversamente proporzionale alla pratica. E intanto i killer silenziosi lavorano, perché dove c’è fumo c’è anche fuoco. Un vecchio adagio consigliava: «Pigliate aria e sole e non avrete mai un malore». Non conosceva la terra dei fumi.

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