Cicciano, il Comune ha un debito da 2 milioni di euro

 CICCIANO (Nello Lauro- Il Mattino)  Duemilionie99mila euro. E’ questo il disavanzo “certifcato” del Comune di Cicciano che da mesi sta infiammando il dibattito politico nella ex città della pasta. Una situazione e una gestione finanziaria difficile, complicata e finita nel mirino dell’opposizione, del revisore unico dei conti, del Ministero economia e finanze e che ha portato a Cicciano anche un commissario ad acta per l’approvazione del bilancio consuntivo. Una bocciatura in Economia per l’amministrazione guidata dal sindaco Raffaele Arvonio che sarà oggetto di discussione del prossimo consiglio comunale sabato prossimo alle 18,30. Ancora una volta la stroncatura arriva dal revisore Alfonso Maria Massaro che nel giro di tre mesi ha respinto il bilancio consuntivo, il riequilibrio di bilancio e con il verbale numero 121 il rendiconto di bilancio. In 124 pagine una sequela di annotazioni e appunti sulla gestione dell’ente e su altri temi come la “cronicizzazione dell’uso dell’anticipazione di cassa”, “i debiti fuori bilancio ed azioni esecutive che hanno attaccato il patrimonio dell’ente che si è visto bloccare i conti correnti postali”, “la concessione irregolare di proroghe di contratti di affidamento di servizi”. Un’analisi spietata anche sugli uffici definiti in uno “stato di confusione operativa”. E in sottofondo, le “pressioni” del vicesindaco Antonio Amato. Il revisore scrive nella sua relazione del “difficile contesto ambientale” in cui è costretto a lavorare e come Amato abbia interrotto una riunione di ufficio accusandolo “di lavorare troppo intensamente e di dedicare un tempo eccessivo alla disamina dei documenti contabili del comune” e consigliandogli di alleggerire la pressione sui dipendenti e di “prendere un caffè e fare una passeggiata”. Dopo avere messo nero su bianco queste accuse, Massaro ha ricevuto le scuse del sindaco Arvonio il quale ha anche precisato che le osservazioni di Amato “sono a carattere personale e non rispecchiano il pensiero né del primo cittadino, né dell’ente”. La questione è ora anche oggetto dell’interpellanza del consigliere comunale di opposizione Giuseppe Tarantino, di “Insieme per il Bene Comune” che chiede “le motivazioni che hanno spinto il vicesindaco, nella sua veste istituzionale, ad una così grave aggressione nei confronti del revisore”.

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