Sperone, cavalcavia 22 resta chiuso: contadini pronti alla rivolta

SPERONE (Bianca Bianco Il Mattino) – I contadini di Sperone sono pronti ad una nuova mobilitazione. Il cavalcavia numero 22 è ancora chiuso dopo l’ordinanza del gip Antonio Sicuranza ed i loro noccioleti restano isolati. L’attenzione mediatica sul caso è in calo, centinaia di lavoratori rischiano di essere tagliati fuori dal sequestro del ponte dell’autostrada A16. Per questo, nel corso di una partecipata assemblea pubblica presso il Comune di Sperone, i rappresentanti del Comitato civico costituito per tutelare gli interessi di chi gestisce una attività agricola al di là del ponte sotto sequestro hanno spiegato che intendono riprendere la protesta e riaccendere i riflettori su una situazione ogni giorno più esplosiva. “In questi mesi- ha spiegato l’avvocato Almerigo Pantalone che cura gli interessi del Comitato- abbiamo invano fatto richiesta di leggere la documentazione relativa all’intera vicenda, sia ad Autostrade che al Comune, ottenendo sempre dei dinieghi. Non veniamo riconosciuti portatori di interesse nonostante da mesi siano palesi i danni subiti da chi ha una attività produttiva al di là del cavalcavia. Una situazione assurda”. Nel corso dell’assemblea sono stati quindi distribuiti tra i presenti dei moduli con i quali i sottoscrittori potranno chiedere al Comune di Sperone di certificare e mettere nero su bianco che dallo scorso 5 giugno, data del sequestro del ponte 22 e del ponte 20, i lavoratori hanno subito ingenti danni per l’impossibilità di raggiungere imprese e fondi. Alla strada della burocrazia si affianca anche la protesta, come ha spiegato la portavoce del Comitato Sandra Napolitano: “Nei prossimi giorni- ha affermato- ci confronteremo e sceglieremo una data per mettere in atto una protesta eclatante che dia nuova risonanza ai nostri problemi”. Ulteriore chance per ridare eco alle legittime pretese degli agricoltori l’incontro con il prefetto di Avellino: “Proporremo un incontro con il massimo rappresentante territoriale del governo- ha dichiarato l’avvocato Pantalone-, cui chiederemo di interessarsi nuovamente alle nostre istanze”. In ballo ci sono le attività dei contadini, circa cento, che da ormai sette mesi sono isolati. La situazione, dopo il rigetto del dissequestro da parte del gip Sicuranza, sembra essersi impantanata in attesa delle decisioni di Autostrade. Nel frattempo, l’opinione pubblica rischia di dimenticare un caso che divide la comunità e mette a rischio l’economia locale.





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