Sperone, cavalcavia riapre per un giorno: scatta la protesta dei contadini

SPERONE (Bianca Bianco – Il Mattino) – Il cavalcavia numero 22  riapre per un giorno, scatta la protesta del comitato civico. Venerdì mattina, su autorizzazione del giudice che ha risposto positivamente all’istanza del sindaco di Sperone Marco Alaia, la polizia stradale ha riaperto il ponte della A16 sotto sequestro da giugno per permettere ai mezzi del Comune di effettuare lavori di pulizia di una vasca di contenimento pericolosamente colma dopo le piogge delle scorse settimane. Lavori che sono durati diverse ore. E’ stata l’occasione, per i contadini che da sette mesi e mezzo subiscono l’isolamento dei loro terreni,  per manifestare nuovamente. Gli agricoltori hanno piazzato le proprie auto davanti al new jersey che sbarra il viadotto per impedire il passaggio dei mezzi che dovevano effettuare lo svuotamento della vasca. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della Compagnia di Baiano, ma i toni ed i modi sono sempre rimasti civili. L’iniziativa è stata poi motivata dalla portavoce del comitato Sandra Napolitano: “E’ una situazione paradossale- ha affermato-. I contadini non possono attraversare il ponte da mesi coi loro trattori per pericoli di crollo ma stamattina si concede a mezzi molto più pesanti di passare. Perché non si è disposto che i lavori avvenissero manualmente? Uno dei camion passati pesa 18 tonnellate. Ormai è una situazione al limite del grottesco:  noi dobbiamo utilizzare la carriola per lavorare e loro possono aprire e attraversare con automezzi”. Dopo avere spostato le proprio auto e permesso il passaggio dei camion e dei muletti, le opere di pulizia sono iniziate mentre i contadini hanno continuato a difendere le proprie ragioni. “Noi tutti siamo parte lesa- ha spiegato Sandra Napolitano- Eppure non abbiamo mai avuto modo di potere consultare la documentazione relativa al caso o il carteggio tra Autostrade ed il Comune, quanto meno per avere massima trasparenza sull’intera vicenda. Veniamo tenuti all’oscuro di tutto”. Un nuovo grido di allarme che arriva in un momento di “silenzio”, calato sulla questione del cavalcavia numero 22 dopo il rigetto dell’istanza di dissequestro firmata dal gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza lo scorso 28 dicembre. Una situazione molto complessa. Da un lato l’esigenza di tutelare la sicurezza degli automobilisti, dall’altra la necessità di salvaguardare l’economia locale rappresentata da contadini ed imprese della zona industriale isolata  ed il diritto alla libera circolazione. La risposta alle domande di chi protesta arriverà nelle prossime settimane quando Autostrade deciderà, dopo il no al dissequestro, quale via giudiziaria seguire. Nel frattempo gli agricoltori attendono di potere parlare con il prefetto di Avellino e spiegare ancora una volta le loro ragioni.


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