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Cavalcavia 22, cantiere il 3 maggio: azienda isolata chiude battenti

SPERONE (Bianca Bianco-IlMattino) – Ancora una settimana di inferno. Poi il purgatorio della parziale riapertura. Si avvia ad una prima soluzione il caso del cavalcavia numero 22 dell’autostrada A16 sequestrato per presunti rischi per la sicurezza. Dopo il sì al dissequestro disposto dal gip del tribunale di Avellino Sicuranza, c’è una data certa: i  lavori cominceranno giovedì 3 maggio, quando verranno tolti i sigilli apposti dallo scorso 5 giugno e verrà insediato il cantiere per le opere di restringimento della carreggiata. Lavori che, secondo la tabella di marcia di Autostrade (proprietaria del viadotto) e del Comune di Sperone (responsabile della viabilità), dovrebbero durare pochi giorni e consisteranno nella installazione di tiranti in acciaio. Dopodichè sarà dato il via libera per i mezzi entro i 2,20 metri di larghezza ed a basso “tonnellaggio”. Una misura che non soddisfa del tutto quanti gestiscono una attività produttiva al di là del ponte ma che concede una prima boccata di ossigeno a quasi tutti gli agricoltori che posseggono un noccioleto. I circa cento contadini dell’area hanno perso completamente i raccolti di nocciole e noci del duemiladiciassette, con il dissequestro ed il restringimento della carreggiata riusciranno con trattori ed auto a raggiungere i fondi e mettere al sicuro i frutti dell’annata in corso. Ma la notizia della riapertura parziale non è una manna per tutti, come ricorda la portavoce del Comitato cavalcavia 20-22 Sandra Napolitano.  Il Comitato, creato a settembre per chiedere il dissequestro anche con azioni di forza come il blocco del casello di Baiano e l’occupazione della sala consiliare, è formato soprattutto da piccoli proprietari terrieri: “La maggior parte dei componenti è soddisfatta della soluzione- spiega Sandra- ma questa situazione è ancora un danno enorme per altri imprenditori”. Lei stessa, insieme al marito Nunzio, ha subito gravissime ripercussioni dalla interdizione forzata del viadotto della A16. Solo pochi giorni fa ha dovuto chiudere l’attività di lavorazione artigianale del ferro che gestiva da anni e che annoverava tra i clienti soprattutto i contadini: “La nostra piccola azienda si basava su una clientela storica costituita proprio dagli agricoltori di questa parte del paese. Una volta chiuso il passaggio, le commesse sono finite,  la nostra attività si è spenta ed abbiamo dovuto mettere in vendita attrezzature e macchinari. Ma non siamo gli unici ad avere subito il contraccolpo del sequestro”. Tra i più danneggiati i titolari della cava distante poche centinaia di metri dal cavalcavia e l’azienda di lavorazione delle nocciole Euronut, che conta 25 dipendenti e che da dieci mesi sta lavorando a ritmi frenati dalla chiusura dell’unica strada di accesso alla loro fabbrica: “L’apertura a 2,20 metri-spiega Sandra Napolitano- non soddisfa gli imprenditori che hanno necessità di far passare mezzi più grandi e pesanti. Per questo la battaglia del comitato non deve fermarsi a questa prima vittoria”. L’obiettivo finale è ottenere l’apertura totale del cavalcavia 22, poi ci saranno le richieste di risarcimento danni di contadini e imprenditori che stanno già quantificando le perdite subite a causa di questa lunga e paradossale vicenda giudiziaria.


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