Sperone, appello di Alaia su cavalcavia A16: sono da rifare

SPERONE (Bianca Bianco- IlMattino.it) – Ponti e cavalcavia sotto la lente di ingrandimento. A Sperone preoccupa ancora la condizione dei due ponti della A16 sotto sequestro e anche qui come in molti Comuni dell’Irpinia si chiedono interventi e garanzie sulla situazione delle arterie soprelevate. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova si è acuita la sensibilità sul tema e da settimane in ogni parte d’Italia si chiede una mappatura delle situazioni critiche tra cui figura anche il caso dei cavalcavia numero 20 e 22 dell’autostrada Napoli-Canosa, ormai emblematico per la provincia di Avellino dopo che la procura ne ha ordinato il sequestro proprio per presunti rischi per la sicurezza. A quindici mesi dalla loro chiusura il sindaco di Sperone Marco Alaia rinnova la richiesta ad Autostrade di procedere al loro rifacimento ribadendo quanto già più volte affermato e sottoscritto in una delibera consiliare del novembre scorso. La situazione presenta però ancora molte incognite. Il ponte numero 20, che collega a numerosi noccioleti, è ancora completamente interdetto al traffico e l’istanza di riapertura parziale del manufatto presentata dal Comune di Sperone è stata bocciata due volte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino. Il motivo del mancato accoglimento sta, secondo indiscrezioni, nella carente documentazione relativa alla capacità di carico della struttura: atti che Autostrade ha poi fornito all’ente ma ritenuti comunque insufficienti dal gip che ha respinto anche una seconda volta la richiesta di riaprire la strada per dare respiro agli agricoltori di quella parte del paese. Cristallizzata e difficile la situazione del cavalcavia 22, “gemello” del numero 20, riaperto parzialmente per consentire il passaggio di mezzi del peso di massimo 10 tonnellate e di larghezza non superiore ai 2,20 metri. Una riapertura che di fatto ha accontentato solo i contadini che viaggiano su auto e trattori ma non ha risolto i problemi della cava Momi Ruan srl, che da quindici mesi ha fermato completamente le attività estrattive, e della Euronut spa che fronteggia notevoli problemi per le forniture e la logistica. “La situazione per il ponte numero 22 rimane la stessa. Abbiamo ottenuto la riapertura parziale e così risolto i problemi dei contadini- spiega il primo cittadino Alaia- Ritengo però che sia ancora tempo per rinnovare quanto detto non in una sola occasione e ribadito in una delibera: il cavalcavia numero 22 va rifatto”. La delibera è la numero 35 del novembre scorso con cui l’assemblea consiliare ribadì la necessità che Autostrade realizzasse “un nuovo cavalcavia, adeguato alle esigenze del trasporto su gomma, che sarebbe la soluzione alla problematica”. Un appello che oggi, dopo la tragedia di Genova che ha messo sotto i riflettori ponti e cavalcavia d’Italia, sembra quasi profetico.


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