Nola: buco da 33 milioni nei conti del Comune, scatta piano di rientro

NOLA- Il Comune è a rischio dissesto e il commissario prefettizio vara la procedura di riequilibrio di bilancio. Una misura necessaria per evitare il crack finanziario dell’ente di piazza Duomo che, secondo quanto emerge dalla delibera numero 63 approvata lo scorso 6 novembre con cui si approva il rendiconto economico finanziario del 2017,  ha un disavanzo pari ad oltre 33 milioni di euro. Una vera e propria voragine nei conti della città che mette a rischio anche i servizi base. Una situazione grave, spiegata in 8 punti nel documento che dà avvio al piano di rientro dell’ente. Le “malattie” delle finanze comunali sono diverse: lo “scostamento accentuato tra previsioni ed accertamenti e previsioni ed incassi”, “lo squilibrio strutturale della gestione di cassa con conseguente incapacità di finanziarie la spesa corrente con entrate proprie ed ordinarie”;  “l’emersione di un importante disavanzo di amministrazione non correttamente accertato in occasione della revisione straordinaria dei residui attivi e passivi all’1 gennaio 2015”; “l’emersione di posizioni debitorie fuori bilancio e passività potenziali non fronteggiabili con i rimedi ordinari previsti dal testo unico sugli enti locali”; “la presenza di residui attivi derivanti da tributi locali incagliati poiché di difficile o dubbia esigibilità”; “la necessità di rideterminare, con maggiore analiticità, i fondi accantonati e vincolati del risultato di amministrazione ad oggi ancora non quantificati in maniera puntuale”; “l’insufficiente accantonamento negli anni per passività potenziali e per un fondo spese legali future”; “la necessità di revisionare, in via straordinaria, i residui attivi e passivi conservati in bilancio, con la possibilità di emersione di ulteriori disavanzi al momento non conosciuti”. Gergo tecnico, a volte complicato, ma utile a spiegare l’attuale condizione economica di Nola che oggi impongono al commissario Anna Manganelli di tirare i cordoli della borsa e stringere la cinghia per evitare almeno il dissesto che metterebbe in ginocchio la comunità.  Il piano di riequilibro (da sottoporre al placet di Ministero dell’Interno e Corte dei Conti entro 5 giorni dall’esecutività) deve essere obbligatoriamente approvato dalla magistratura contabile se si vuole evitare il dissesto. Le misure adottate sono stringenti: ricognizione dei debiti fuori bilancio ed eventuale accensione di mutui per coprirli; aumento delle tasse; aumento dei costi dei servizi come mensa e asilo nido; revisione straordinaria dei residui attivi e passivi; revisione della spesa; recupero della evasione fiscale e dei crediti; copertura del servizio smaltimento rifiuti con i proventi delle tariffe; stop ad assunzioni e consulenze ed altri interventi volti ad ottenere di recuperare quanto meno di evitare il disastro. Il piano ha una durata ventennale a partire dal 2019: una spada di Damocle sul presente e sul futuro di Nola.

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