D-Madre, Ri-belle: al museo Madre di Napoli un progetto tutto al femminile

L’arte e la cultura sono di casa in Campania, soprattutto a Napoli. Il capoluogo regionale, infatti, offre sempre nuove opportunità, da mostre a spettacoli teatrali di portata anche nazionale. L’ultima iniziativa di questo tipo ha però qualcosa di diverso, perché si pone un obiettivo nobile e di natura sociale. Stiamo parlando del D-Madre, Ri-Belle, un progetto avviato dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e tutto, rigorosamente al femminile. Si tratta del risultato di una collaborazione tra “La scena delle donne – percorsi teatrali con le donne a Forcella” e il Madre di Napoli, celebre museo di arte contemporanea. È proprio quest’ultimo il principale luogo designato per un laboratorio teatrale dalla durata di due mesi, insieme allo Spazio Comunale Piazza Forcella. In particolare, qui si svolgerà uno spettacolo teatrale diretto da Marina Rippa unicamente ideato per il 25 novembre 2020, data che coincide con la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Un’ulteriore prova dell’attenzione che la regione riserva a questo triste fenomeno, come fatto già lo scorso anno con l’inaugurazione della panchina rossa di Tufino, proprio in segno di protesta. La sceneggiatura dello spettacolo che sarà diretto da Marina Rippa si preannuncia inedita e si ispira alle vite di artiste e delle loro personali lotte.

Possono partecipare al bando tutte le donne di Forcella o altri quartieri, in età compresa tra i 25 e i 70 anni, gratuitamente. Dietro a un progetto tanto ambizioso quanto importante c’è la forte volontà dell’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Campania e di Sviluppo Campania di promuovere l’uguaglianza di genere diffondendo tutti gli strumenti possibili per agevolare l’introduzione delle donne nel mondo del lavoro, e non solo. Un obiettivo tanto nobile quanto ambizioso ma che è indice di modernità. Sono tanti, infatti, in campi che negli ultimi anni hanno teso la mano alle donne. Il mondo del lavoro, come già detto, ma anche il mondo dello sport sta facendo degli sforzi in questa direzione. A Londra, ad esempio, dal 2015 esiste un poker club per sole donne, fondato allo scopo di avvicinarle il più possibile a questa disciplina.

D’altronde, stando a quanto riportato dall’Eige, l’agenzia europea che monitora l’uguaglianza di genere nei ventotto Stati Membri, l’Italia è ancora indietro quando si parla di pari opportunità. È quanto emerso dall’indice sull’uguaglianza di genere dello scorso anno, che ha sì riconosciuto all’Italia un netto miglioramento rispetto al passato ma l’ha comunque posta sotto la media europea. In particolare, negli ultimi 12 anni l’Italia ha guadagnato ben 14 punti ma continua a ottenere risultati insoddisfacenti in quasi tutti i settori, a esclusione di quello della sanità. Se poi si fa riferimento solo al dato che analizza il tasso di discriminazione nell’accesso al mondo del lavoro, l’Italia è all’ultimo posto. Ad oggi, il 53% delle donne lavora, rispetto al 73% degli uomini. Di queste, il 33% lavora soltanto part time, un’enormità se paragonato al misero 9% degli uomini. Inoltre, il problema della disuguaglianza di genere si riversa anche nei campi lavorativi in cui operano le donne. La maggior parte di loro, infatti, lavora nell’istruzione, nella sanità o in ambiti sociali, mentre tutte le occupazioni di natura scientifica, tecnologica, ingegneristica e matematica rimangono quasi del tutto esclusiva dei maschietti (6% contro 31%).

Come prevedibile, la situazione lavorativa ha conseguenze dirette sull’economica. In media, le donne italiane guadagnano il 18% in meno degli uomini e se si parla di coppie con bambini, il dato sale al 30%. Una buona notizia riguarda invece il dato del rischio di finire in povertà, dato che per le donne è rimasto inalterato, mentre è in calo quello riguardante le disuguaglianze nell’accesso a posizioni di potere, in cui l’Italia rimane però ultima. 

La disuguaglianza di genere è un tema delicato e che va trattato con urgenza. Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni il nostro paese è ancora molto indietro rispetto alle altre nazioni europee. Anche per questo, il mondo dell’arte e della cultura può rappresentare una grande risorsa in grado di inviare messaggi significativi.

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