Casamarciano, il sindaco Carmela De Stefano si dimette: “Basta ricatti”

CASAMARCIANO (Nello Lauro – Il Mattino) – Ventidue minuti drammatici. Ventidue minuti con la voce rotta dall’emozione per mettere fine a un sogno. Ventidue minuti di straordinaria tensione per chiudere la pagina storica che l’aveva vista eleggere 10 mesi fa come prima donna sindaco di Casamarciano. Il primo cittadino Carmela De Stefano ha annunciato in diretta streaming le sue dimissioni: “Devo difendere Carmela e la sua libertà”.

LA SEDUTA CHOC – Un crescendo di malumori all’interno della maggioranza che hanno portato negli ultimi giorni anche alle dimissioni dalle rispettive cariche del vicesindaco Antonio Restaino, del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Castellano e del capogruppo Andrea Manzi. Proprio quest’ultimo, sindaco degli ultimi 10 anni, aveva agitato ancora di più le acque con una diretta social nella quale ha ammesso dissapori con il sindaco rinnovandole, almeno a parole, la fiducia. Una seduta esplosiva durante la quale il capogruppo di opposizione Clemente Primiano ha anche affermato di essere stato contattato da alcuni consiglieri di maggioranza per sciogliere anzitempo l’amministrazione.  E’ stato il preludio al monologo del sindaco che ha ripercorso le tappe della crisi.

LO SFOGO – “Sono stati mesi difficili: riunioni, fiumi di parole, discussioni, pianti. Non provo più la passione per quello che faccio. Sono allo stremo delle forze fisiche e psicologiche” ha detto De Stefano. “Non riesco ad amministrare con ricatti, aut aut e richieste insistenti senza capire il problema. Meglio andare a casa tutti: Casamarciano non merita nessuno di noi. Sto distruggendo la mia vita e mi scuso con il mio paese che amo: non ho un prezzo, ma ho un valore. Mi arrendo nel nome della dignità e per questo mi dimetto”.

L’OPPOSIZIONE – Netto il giudizio dell’opposizione: “Si Amo Casamarciano non ha manipolatori e dissidi interni. Alla frammentazione di una maggioranza costruita ad arte rispondiamo con un percorso politico sano e alternativo. Alla città l’augurio di tornare a parlare presto di politica, chiudendo definitivamente il sipario a un teatrino deplorevole di una classe dirigente ormai obsoleta”.

 

 

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