Scarichi industriali nel fiume Sarno: vertice tra Gori, Comuni e Arpac

Scarichi industriali illeciti nel fiume Sarno: incontro tra Gori, amministrazioni comunali di Scafati, Santa Maria la Carità e Sant’Antonio Abate e Arpac per un confronto sull’attuale situazione emergenziale e sulla tenuta e funzionamento dell’impianto di depurazione di Scafati. Il depuratore è infatti in affanno a causa dell’arrivo, in coincidenza con l’avvio delle lavorazioni delle aziende conserviere, di quantitativi enormi di solidi sospesi. Tali sostanze, cioè, sedimi di terra e scarti della lavorazione del pomodoro, impediscono il corretto funzionamento dell’impianto di tipo biologico di Scafati, ma anche degli impianti di depurazione di Angri, Nocera Superiore e Mercato San Severino. “In soli 23 giorni – fanno sapere da Gori – le quantità di solidi (terre e limo) pervenute agli impianti a servizio del comprensorio Sarnese ammontano a circa 13.500 tonnellate, pari alla quantità massima che secondo progetto tali impianti avrebbero dovuto ricevere in tutto l’anno di funzionamento”. Questo fenomeno di sversamento illecito di rifiuti in pubblica fognatura comporta un’occlusione delle strutture dedicate alla fase di grigliatura e di trattamento primario, il deterioramento delle apparecchiature dell’impianto ed una richiesta di ossigeno a supporto delle fasi di depurazione biologica non soddisfacibile con le dotazioni impiantistiche determinando la parziale inefficacia del processo di ossidazione biologica ed il concreto rischio di un ‘collasso”‘del depuratore. In aggiunta alle azioni di natura tecnica attuate a tutela dell’ambiente, Gori ha denunciato alle autorità  competenti le immissioni illecite di reflui non conformi alla normativa vigente. ”Oltre alle misure gestionali straordinarie – afferma l’amministratore delegato di Gori, Vittorio Cuciniello – poste in essere per mitigare le attuali criticità  dei nostri impianti di depurazione causa scarichi industriali illeciti, il nostro personale resta costantemente impegnato per risolvere il continuo stato di emergenza con attività  e manovre atte ad evitare un disastro ambientale. Per tali ragioni, sono auspicabili interventi immediati da parte delle autorità pubbliche preposte, al fine di stroncare e comunque interrompere comportamenti nocivi all’ambiente ed alla collettività”.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online