lunedì, Dicembre 4, 2023
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Frederick ammazzato di botte a Pomigliano: arrestati due 16enni

Due sedicenni sono stati fermati dai carabinieri di Castello di Cisterna per l’uccisione del 43enne gahnese Friederick Akwasi Adofo, il senza casa percosso a morte a Pomigliano d’Arco. I due sono accusati dalla procura dei minorenni di Napoli, che ha emesso il fermo per il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà.

Il 43enne era sopravvissuto al viaggio verso l’Italia dal Ghana, passando nel deserto del Sahara, imprigionato poi in un lager libico, per poi salire su un barcone e attraversare il Mediterraneo. Cercava un futuro migliore Frederick Akwasi Adofo, un senza fissa dimora di 43 anni, da oltre dieci in Italia, ammazzato di botte a Pomigliano d’Arco. Ucciso da due giovani che lo hanno pestato, nella notte tra domenica e lunedì, fino a lasciarlo agonizzante a terra. L’hanno trovato la mattina dopo e portato in ospedale, a Nola, ma era in fin di vita. Non c’è stato nulla da fare.

LE INDAGINI – Gli approfondimenti, avviati nell’immediatezza dai militari dalla stazione carabinieri di Pomigliano d’Arco, e svolti con l’intervento dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Castello di Cisterna e del Nucleo Investigativo, si sono incentrati sull’acquisizione e successiva minuziosa analisi delle telecamere presenti nella zona in cui la vittima è stata soccorsa. “Proprio una telecamera, installata in un esercizio commerciale, ha ripreso la violenta aggressione, improvvisa e immotivata, da parte dei minori nei confronti della vittima, che si trovava da sola sulla pubblica via” si legge nella nota della procura.

“I due, dopo aver colpito al volto l’uomo, hanno continuato a sferrare calci e pugni, la maggior parte dei quali indirizzati al capo, quando ormai la vittima era immobile a terra. È cominciata una sistematica raccolta di immagini impresse nei sistemi di videosorveglianza della città da parte dei carabinieri. I video estrapolati hanno permesso di ricostruire il percorso dei due giovani aggressori ed ottenere ritratti più nitidi dei relativi volti: il successivo raffronto con i contenuti multimediali pubblicati dai medesimi sui propri profili social network, ha definitivamente consentito la loro individuazione. Dalla visione dei profili social dei due ragazzi indagati è emersa la presenza di contenuti che esaltano la violenza, con immagini di coltelli e bastoni retrattili. Nel corso delle perquisizioni locali svolte presso le abitazioni degli indagati, sono stati rinvenuti indumenti utili alle indagini” scrive il procuratore Maria de Luzenberger Milnernsheim.

Il 43enne, nel 2012 ospitato insieme ad un’altra cinquantina di migranti in un albergo della città in attesa dell’asilo politico, aveva anche conseguito a Pomigliano il diploma di scuola media. I cittadini hanno chiesto per Frederick un funerale degno e meritevole che il sindaco Lello Russo ha assicurato sarà a carico dell’amministrazione comunale. “La nostra città è sempre stata accogliente e generosa – ha affermato Russo – faccio il sindaco da tanti anni, e Pomigliano ha sempre risposto positivamente a quelle che erano le richieste delle persone più sfortunate”. Intanto dall’opposizione è anche arrivata la richiesta di un Consiglio comunale straordinario sul tema della sicurezza, e, al Prefetto di Napoli, della convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza.

 

 

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