NAPOLI (rgl) – Da simbolo di emergenze ambientali a modello di economia circolare. La Campania cambia passo e lo fa con numeri che raccontano una rivoluzione silenziosa ma concreta: nel 2025 sono state raccolte e riciclate oltre 17mila tonnellate di pneumatici fuori uso. È il risultato del sistema coordinato da Ecopneus, che in tutta la regione ha gestito 17.223 tonnellate di PFU, equivalenti a circa 1,9 milioni di pneumatici da autovettura. Una quantità impressionante che, se messa in fila, coprirebbe una distanza pari a quasi quattro volte l’intera costa campana. Dietro questi numeri c’è un’organizzazione capillare: ben 5.163 richieste di prelievo evase presso gommisti, officine e stazioni di servizio, a conferma di un sistema sempre più efficiente e radicato sul territorio. Un dato che si inserisce in un quadro nazionale ancora più ampio: nel 2025, infatti, sono state raccolte 199.408 tonnellate di PFU in tutta Italia, superando del 23% gli obiettivi fissati dalla legge. “I risultati confermano la capacità del sistema di garantire un servizio stabile ed efficiente su tutto il territorio nazionale”, ha spiegato Giuseppina Carnimeo, direttore generale di Ecopneus. “Continueremo a lavorare con istituzioni e imprese per sviluppare ulteriormente l’utilizzo della gomma riciclata”. Un modello che si fonda anche sulla tracciabilità totale dei rifiuti: grazie alla piattaforma digitale I-Smart, ogni pneumatico viene monitorato lungo l’intero ciclo, dalla raccolta al trattamento finale. Un sistema che coinvolge 23 aziende partner e garantisce standard qualitativi elevati. Ma il dato più significativo riguarda l’impatto ambientale ed economico. Il riciclo dei PFU consente infatti di ridurre le emissioni di gas serra, limitare il consumo di risorse naturali e dare nuova vita ai materiali: dalla realizzazione di asfalti più silenziosi alle pavimentazioni sportive, fino agli isolanti per l’edilizia e all’arredo urbano. Dal 2011 ad oggi, Ecopneus ha gestito oltre 3 milioni di tonnellate di pneumatici fuori uso, contribuendo anche alla bonifica di aree critiche come la Terra dei Fuochi, senza costi per cittadini o pubblica amministrazione.






