mercoledì, Maggio 20, 2026
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Clan, elezioni, appalti e scommesse nel Nolano: chiesti 330 anni di carcere

NAPOLI (rgl) – Un presunto patto criminale per controllare il territorio, spartire affari e condizionare perfino le elezioni comunali. È questo lo scenario delineato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nel processo abbreviato sul presunto asse tra i clan Russo e Licciardi, entrato nel vivo con la requisitoria del pm nell’aula bunker del carcere di Poggioreale. La Procura ha chiesto 27 condanne per un totale di oltre 330 anni di carcere, tracciando il profilo di un’organizzazione che – secondo l’accusa – avrebbe imposto il proprio controllo tra Nola, Casamarciano e Cicciano, infiltrandosi nell’edilizia, nel settore delle scommesse e persino nelle competizioni elettorali. Secondo la Dda, il gruppo avrebbe operato attraverso un sistema consolidato di estorsioni, imposizioni di ditte e subappalti, gestione di piattaforme di gioco e controllo di pacchetti di voti. Gli investigatori parlano di una convergenza criminale “solida e continuativa” tra il clan Russo e gruppi legati ai Licciardi, ai Fabbrocino, ai Mazzarella e ai Cava. Nel mirino anche le elezioni comunali del 2022 e del 2023: secondo gli atti dell’inchiesta, il clan avrebbe garantito pacchetti di voti in cambio di future utilità politiche e amministrative. Il valore stimato sarebbe stato di circa 18.500 euro. L’inchiesta, coordinata dal pm Henry John Woodcock, aveva portato nel novembre scorso a 44 arresti, tra carcere e domiciliari. Successivamente il gip Isabella Iaselli ha disposto il giudizio immediato per 36 imputati accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, gestione illecita delle scommesse, compravendite immobiliari pilotate e condizionamento elettorale. Pesantissime le richieste avanzate dalla pubblica accusa. Ecco tutti i nomi e le pene richieste: Alla Endri: 6 anni e 6 mesi; Antonio Ambrosino: 9 anni e 8 mesi; Mario Ammirati: 6 anni; Aniello Barbarino: 15 anni e 4 mesi; Pasqualino Biancardi: 6 anni e 8 mesi; Francesco Carella: 8 anni; Domenico Cavezza: 13 anni; Sebastiano De Capua: 27 anni; Giacomo De Lucia: 8 anni; Sabato D’Elia: 7 anni e 4 mesi;; Felice Esposito: 9 anni; Antonio Gallucci: 6 anni; Leonardo Gallucci: 8 anni; Antonio Licciardi: 8 anni; Gennaro Licciardi: 12 anni; Antonio Moccia: 20 anni; Gennaro Nappi: 18 anni; Giovanni Romano: 20 anni; Antonio Russo: 18 anni; Michele Russo: 20 anni; Paolino Felice Russo: 18 anni; Domenico Silvano: 8 anni; Giuseppe Stefanile: 9 anni; Francesco Tufano: 20 anni; Paolino Vaiano: 9 anni; Fabio Zoppino: 12 anni; Ferdinando Zoppino: 8 anni. Il processo proseguirà nei prossimi giorni con gli interventi dei difensori, tra cui gli avvocati Luigi Poziello, Domenico Dello Iacono, Michele Caiafa e Giuseppe Biondi. Per l’accusa, il sistema criminale avrebbe trasformato appalti, cantieri, scommesse e politica in strumenti di potere, esercitando una pressione costante sul territorio nolano. Una rete che, secondo gli investigatori, andava ben oltre le tradizionali dinamiche camorristiche, puntando a un controllo capillare delle attività economiche e istituzionali.

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