Rivoluzione Benitez, si cambia il modulo (4-2-3-1) e la punta è sempre Cavani

 

di Saverio Quatrano

NAPOLI- Da lunedì 27 maggio, per la società azzurra è partita ufficialmente l’era Benitez. Dopo 4 anni di Walter Mazzarri sulla panchina partenopea, il tecnico livornese ha deciso di non continuare la sua esperienza all’ombra del Vesuvio, decidendo di intraprendere la sfida di rilanciare l’Inter reduce da una stagione fallimentare. De Laurentiis ha scelto un tecnico di esperienza internazionale, che dal 2003 in poi ha collezionato ben 10 trofei nazionali e internazionali. Col Valencia oltre a vincere una coppa Uefa è riuscito nell’impresa di vincere per due volte la Liga, al cospetto di formazioni come Real Madrid e Barcellona. Col Liverpool rimarrà nella storia per la Champions vinta nel 2005 a discapito del Milan , che nella prima frazione di gioco era in vantaggio per tre reti a zero. L’ultimo suo capolavoro è datato 15 maggio 2013, quando al Chelsea, in un ambiente a dir poco ostile nei suoi confronti, è riuscito a portarsi a casa l’Europa League nella finale vinta per 2 a 1contro il Benfica. Tornando meramente alle questioni di casa Napoli, cosa cambia a livello tattico con Benitez rispetto a Mazzarri? Sicuramente, dopo sette anni il Napoli abbandonerà il vecchio e caro 3-5-2. Infatti dalla stagione di serie B 2006-2007 con in panchina Edy Reja, la squadra partenopea ha giocato esclusivamente con la difesa a 3, divenuto il vero marchio di fabbrica dei successi della rinascita post-fallimento. Ma col tecnico spagnolo è orma di cambiare, si passa al 4-2-3-1. Soprattutto in questa stagione il Napoli quando si è trovato in svantaggio ha adottato spesso questo modulo, ed anche con buoni risultati. Il ruolo degli esterni sarà completamente invertito, perché un conto è ricoprire la fascia in un centrocampo a cinque e un conto mettersi a 4. In rosa ci sono 4 esterni di ruolo (Maggio, Zuniga, Armero, Mesto), con Zuniga pronto a cambiare squadra in caso di mancato accordo con la società azzurra sul prolungamento del contratto, e con Mesto che quasi sicuramente verrà ceduto . A centrocampo c’è bisogno di un centrocampista dai piedi buoni. Potrebbe essere spostato Hamsik , ma sembra difficile che Benitez possa rinunciare agli inserimenti dello slovacco, sacrificandolo nel bel mezzo del centrocampo. La pista calda è sempre quella che porta al centrocampista del Cagliari Naingolan, ma c’è da vincere la concorrenza della Roma e Inter. In questo nuovo modulo troverà sicuramente più spazio Insigne, che dirottato sulla fascia destra o sinistra dei tre dietro la punta centrale, potrebbe tornare ad occupare quasi lo stesso ruolo che aveva nel Pescara di Zeman. In organico oltre a Insigne e Pandev mancano esterni offensivi da schierare nei tre dietro l’unica punta, ed infatti in queste ore si parla tanto di un probabile arrivo di Cerci del Torino e Ramires del Chelsea. Dietro l’unica punta dovrebbe giocare Hasmik, in modo da poter sfruttare la sua qualità in fase di realizzazione. Sistemati i tre dietro l’unica punta, la domanda sorge spontanea. Chi sarà il prossimo attaccante del Napoli? Nelle ultime ore sembra essere più vicina la riconferma di Cavani. Il Matador vorrebbe giocare nel Real Madrid, squadra dei suoi sogni sin da bambino, ma se cosi non fosse resterebbe volentieri a Napoli. Il Real come confermato anche dall’agente Fifa Ernesto Bronzetti, non ha mia chiesto Cavani, anche perché ritiene eccessiva la clausola rescissoria di 63 milioni di euro. Inoltre il buon De Laurentiis sembra pronto ad aumentare l’ingaggio del Matador da 5 a 7 milioni di euro. Ad avvicinare nuovamente il Matador a Napoli, è stata anche una telefonata di Benitez , il quale ha proposto al bomber azzurro la prospettiva di poter vivere un annata che ha come unico obiettivo la vittoria di un trofeo.

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