Caro Ministro Bray ora venga anche a Nola. Lasci la bici e prenda la muta da sub per il villaggio preistorico

Caro ministro Massimo Bray,

le scrivo sull’onda dell’emozione dopo avere visto una sua ispiratissima e significativa foto. Nell’immagine, lei, titolare del dicastero dedicato ai beni culturali italiani, ci viene ritratto bello come il sole, atletico, scattante ed energico (ma anche pieno di letture e sensibilità, io me ne accorgo) mentre sfreccia sui viali della magnifica, maestosa reggia di Caserta. Non le nascondo che quella foto, riportata su tutti i quotidiani nazionali, mi ha fatto venire i brividi. Brividi di gioia, di entusiasmo. L’avevo già notato, magro e dalla testa canuta,  in un’altra foto, mentre leggendo un libro fingeva di non accorgersi dei mao mao che, intorno a lei, affollavano un vagone della Circumvesuviana che (sprezzante del pericolo) aveva appena preso per recarsi agli scavi di Pompei. Dopo quel colpo di fulmine fotografico, lei già era sulla buona strada per essere eletto il mio ministro preferito. Carismatico, umile e sprezzante del rischio. Da ieri ha guadagnato, se possibile, un livello ancora più alto. Si è catapultato a Caserta, una delle città più tristi d’Italia, con il suo zainetto da nerd e la sua bici, ed ha zigzagato (immaginiamo) tra le centinaia di venditori ambulanti che ogni giorno fanno rivoltare nella tomba il povero Vanvitelli ed oggi fanno da scenografia umana ad un edificio che a Buckingam Palace fa veramente un pernacchio. Stavo svenendo. Brividi in ogni dove. E’ stato dopo aver fissato quel fotogramma, inebetita, che ho deciso di scriverle questa mia. Caro ministro Bray, le scrivo per invitarla per il suo prossimo tour da ministro in anonimato. Massimo, si faccia chiamare per nome, vorrei suggerirle un’altra meta per il suo viaggio tra le meraviglie della cultura italiana. Le scrivo da Nola, città che (sicuramente lo saprà) ha dato i natali a Giordano Bruno; città che concorre con altre al sigillo Unesco con la festa dei Gigli; città dalla grande storia romana e pre-romana, che in ogni angolo riserva una sorpresa ed una scoperta di interesse. Ecco, carissimo Bray, io vorrei invitarla qui, nella città dalla storia millenaria, per aggiungere una tappa al suo fantastico pellegrinaggio senza scorta ed auto blu. Venga da noi, la accoglieremo a braccia aperte. Le suggeriamo però il kit da utilizzare stavolta, perché qui la bici a poco serve. Allora:

1)      si munisca di muta da sub, occhiali e pinne per ammirare lo stupendo villaggio del bronzo di via Croce del Papa

2)      porti una corda per scavalcare i cancelli che le impediscono l’accesso a molti siti

3)      Si faccia l’antitetanica nel caso riesca ad entrare nello scavo archeologico di via Saccaccio

4)      Si porti un cannocchiale per guardare bene il mausoleo di via Torricelle ed altri scavi dall’esterno

5)      Tenga nel portafogli 30 euro solo per avere la guida (umana) alle basiliche, nel caso voglia raggiungere Cimitile

6)      Non si metta le scarpe buone, si imbatterà in parecchi cumuli di immondizia

7)      Usi il gps per orientarsi col nuovo piano traffico (e magari pure per trovare alcune aree di interesse)

8)      Abbia molta pazienza se non riesce a capire come visitare un posto

9)      Si segni il numero di Angelo Amato De Serpis per farsi dare indicazioni al volo quando si sarà perso per trovare qualche bellezza nolana.

Ecco, caro Massimo Bray, una volta munitosi di questo armamentario saremo ben lieti di accoglierla qui, nella città di Bruno e San Paolino. Senza fanfare, rispettando la sua modestia e la sua voglia di essere turista per caso. Stia solo attento e, nel caso le servisse una mano per uscire dal villaggio preistorico, ci chiami. Saremo lì pronti con una squadra di sommozzatori.

Con stima, affetto e sincera ammirazione

Sua Bianca 

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online