venerdì, Marzo 1, 2024
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“Col nostro libro vogliamo fare scaccomatto al crimine”

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Abbiamo intervistato Mariarosaria Alfieri ed Antonella Esposito, criminologhe autrici di “Scacco Matto”, saggio sul crimine che sarà presentato il 28 settembre a Caserta (Hotel Jolly,ore 9,30).
Come nasce l’idea di questo nuovo testo?

Chi come noi, oggi si trova ad operare in un settore cosi complesso come quello delle scienze socio-psico criminologiche, deve innanzitutto sgomberare la mente da ogni tipo di pregiudizio e deve fare scienza con etica e coscienza. Non esistono i Mostri, quelli li crea la nostra mente in un meccanismo di protezione. Esistono persone con delle difficoltà e grossi disagi che devono essere aiutate. Lo scopo di questo libro è proprio quello di mettere in evidenza che a commettere crimini atroci possono essere tutti, persone apparentemente normali. . E proprio il raccontare le storie in questo modo, avvicinarle a noi, che ci deve rende più forti e preparati a conoscere ed eventualmente affrontare l’anoressia, il plagio, il male che ci circonda, quel male che vorremmo sempre più lontano da noi.

Perchè avete scelto questo titolo, cosi particolare: SCACCO MATTO?

Beh, la scelta del titolo non è stata semplice. Oggi viviamo in un panorama librario che pullula di true crime. Volevamo qualcosa che rappresentasse al meglio lo spirito che ha mosso la scrittura del testo. Attualmente chi fa il criminologo deve sposare in pieno i principi della prevenzione. Solo attraverso percorsi di intervento e prevenzione possiamo cercare di eliminare parte dei fenomeni criminosi. Ed ecco, proprio da qui, viene fuori Scacco Matto. Nel gioco degli scacchi, lo scacco matto è una situazione in cui il Re di uno dei giocatori è posto sotto diretto attacco e non può ripararsi, noi speriamo di fare scacco matto al crimine.

Il libro è diviso in nove storie, a quale storia vi sentite più legate?

Si è vero,il libro è diviso in nove capitoli. Nove storie criminali. In realtà si tratta di nove storie di vita. Non c’è una storia in particolare a cui siamo più legate. Sono tutte storie a cui abbiamo lavorato per mesi, ma soprattutto si tratta di persone con cui siamo state a stretto contatto. Ognuno di loro a modo suo ci ha dato qualcosa e ci ha fatto crescere sia da un punto di vista umano che professionale. C’è la mamma di Silvestro delle Cave, ad esempio, la signora Rosaria Petrone,che con tanta semplicità ci ha raccontato il suo dolore di mamma. Pasquale Scherillo, fratello di Dario vittima innocente di camorra che in questi anni ha trasformato il dolore per la morte ingiusta del fratello in energia per combattere la camorra. C’è Michele il ragazzo che ha tentato un omicidio e che con tanta difficoltà ha riaperto le sue ferite con noi. E cosi di seguito tutti gli altri.

Ci sono in programma altri progetti?

Sicuramente. Abbiamo in cantiere un prossimo libro che tratterà la difficile tematica dei padri assassini. Degli uomini violenti, ma anche degli uomini vittime di donne spudorate. Oggi parliamo di femminicidio, di donne violentate, abusate. Ma per arginare il fenomeno, dovremmo cercare di capire cosa spinge questi uomini a cotanta brutalità. Cercheremo di entrare nella mente di questi uomini.

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