Operaio folgorato, Nola e Casamarciano piangono Mosè il gigliante amico di tutti

Nel riquadro Mosè Larizza, sullo sfondo il luogo dell'incidente

Nel riquadro Mosè Larizza, sullo sfondo il luogo dell’incidente

PAGO DEL VALLO DI LAURO- (di Bianca Bianco- Il Mattino)  L’ultima cena con gli amici, poche ore dopo la morte. Sfortunato destino quello di Mosè Larizza, elettricista 44enne originario di Casamarciano, dove era cresciuto nel Rione Gescal alle porte di Nola, da tempo residente ad Avellino. Morto a Pago, sulla strada provinciale che collega il Nolano ai paesi del Vallo, mentre installava un tabellone pubblicitario. Folgorato da una scarica elettrica che non gli ha lasciato scampo. E’ l’ennesima morte bianca in Irpinia, una vittima che si aggiunge alla lista infinita di lavoratori che hanno perso la vita mentre compivano il loro dovere. Ieri mattina Mosè, titolare di una piccola impresa con sede a Monteforte, sposato e padre di due bimbi, si è recato con un collega a Pago. Avrebbe dovuto lavorare per tutta la mattinata alla tabellonistica luminosa di una attività commerciale da inaugurare tra una settimana, un locale per parrucchieri a cui mancavano solo pochi ritocchi prima dell’apertura ai clienti. Tra questi, la sistemazione del pannello pubblicitario esterno, quello che avrebbe fatto da richiamo con le sue luci lungo la strada provinciale. Un’attività di routine per il 44enne che già vantava una certa esperienza nel settore, Esperienza che non gli ha salvato la vita. Intorno alle 12, 15, mentre era su una scala intento a sistemare i componenti elettrici del pannello posto su un palo di metallo sarebbe partita la forte scarica di elettricità che lo ha fatto cadere e lasciato senza vita sul marciapiedi. Inutili i soccorsi, il corpo dell’uomo è rimasto sulla strada per due ore, coperto da un pietoso lenzuolo bianco, sino all’arrivo del medico legale intervenuto su delega della Procura. Sull’incidente occorso a Larizza è stato infatti aperto un fascicolo di indagine al fine di verificare l’esatta dinamica e le eventuali responsabilità in questa nuova tragedia sul lavoro. Ieri per tutta la giornata i carabinieri della Compagnia di Baiano, coordinati dal capitano Giuseppe Ianniello, hanno lavorato per risalire alla dinamica dell’incidente. Sono stati ascoltati molti testimoni e nelle prossime ore saranno sentite anche le persone per cui Larizza stava effettuando i lavori alla tabellonistica. Parallelamente all’inchiesta della Compagnia di Baiano si muoveranno anche i  carabinieri dell’Ispettorato alla sicurezza, cui spetterà verificare  se tutte le norme siano state rispettate e se l’elettricista lavorava senza rischi. Le indagini faranno il loro corso, intanto il Nolano ed il Baianese piangono Mosè, molto conosciuto e stimato, una persona descritta come gioviale e sempre disponibile. Venerdì sera era stato con gli amici della paranza, la squadra che culla i gigli di Nola, ad una cena presso un hotel della città;  si preparava alla sua amata festa, la ballata che quest’anno cade il 22 giugno e che l’ha sempre visto tra i protagonisti. Prestava le sue spalle alle macchine lignee dedicate a San Paolino, era un cullatore ed una delle anime della processione degli obelischi. Grande il cordoglio nell’ambiente gigliante nolano, ma anche al di fuori del mondo della festa Mosè Larizza ha lasciato un ricordo profondo ed emozionante. “Abbiamo perso l’amico di tutti” così lo ricorda tra le lacrime Andrea Manzi, il sindaco di Casamarciano, cittadina in cui era cresciuto per poi trasferirsi a Monteforte: “Era un buono, una grande persona. Il nostro paese è a lutto”. Un lutto che unisce il Nolano al Baianese, ad Avella Mosè era altrettanto conosciuto e stimato e qui vivono alcuni suoi familiari. Da tutti la stessa immagine di lavoratore solare e infaticabile, il cui sorriso è stato spezzato da una morte inaccettabile. Il suo corpo si trova ora presso la sala mortuaria dell’ospedale di Avellino, in attesa dell’esame autoptico.

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