Cavalcavia A16 sequestrato, stop alla strada alternativa: aziende isolate allo stremo

SPERONE (Nello Lauro- Il Mattino)- Il dramma infinito delle aziende isolate. Sono diventati 78 i giorni di sequestro dei due cavalcavia dell’autostrada A16, i numeri 20 e 22, che si trovano sul territorio di Sperone. Ponti che sono considerati, sulla base di una perizia della Procura della Repubblica di Avellino, pericolanti e per questo chiusi lo scorso 5 giugno al passaggio di mezzi. Una situazione giudiziaria ancora in divenire che attualmente vede indagati due dirigenti di Autostrade per l’Italia per omessa manutenzione ma che si sta trasformando in una tragedia economica annunciata in particolare per gli imprenditori che hanno i propri terreni e le proprie aziende al di qua del cavalcavia numero 22, unica strada di collegamento con la zona industriale di Sperone. Strada bloccata da due blocchi di jersey diventati un muro invalicabile per un’azienda con 25 dipendenti come la Euronut spa, due famiglie residenti nell’area, una piccola ditta artigianale e 98 proprietari di noccioleti. Per tutti loro, il sequestro si sta traducendo nella lenta agonia delle rispettive attività imprenditoriali isolate. Un isolamento aggravato anche, secondo notizie che spengono anche le ultime speranze, dalla impossibilità per il Comune di Sperone di creare una via alternativa che consenta quanto meno ai trattori ed ai piccoli veicoli di raggiungere le attività aggirando lo scoglio del cavalcavia sotto sequestro. Lo conferma il sindaco Marco Alaia che aveva annunciato la disponibilità di Autostrade a concedere un sentiero di alcune centinaia di metri ma che ora smorza i timidi entusiasmi delle persone interessate, parlando di burocrazia e problemi economici: “Quella della strada interna non è una soluzione facilmente praticabile- dichiara Alaia- per una serie di ragioni prima di tutto burocratiche, dovendo procedere ad espropri. Per questi ultimi necessita una situazione di pubblica utilità che allo stato è solo momentanea. Inoltre si tratterebbe di un aggravio sulle casse dell’ente difficile da sostenere”. Lo stop alla realizzazione del sentiero ha spiazzato agricoltori ed imprese. Critico Domenico Manganelli, amministratore delegato di Euronut spa, lo stabilimento per la produzione di semilavorati delle nocciole che sta subendo i danni economici maggiori dal sequestro: “Prendiamo atto- dichiara – del dietro front del sindaco di Sperone rispetto ad una soluzione che avrebbe risolto solo del 10% la nostra problematica ma che avrebbe comunque potuto rappresentare un primo spiraglio rispetto all’attuale prospettiva di effettuare tutte le operazioni di carico e scarico manualmente. A questo punto chiediamo un segnale netto, sia ad Autostrade che al Comune. Ai primi chiediamo di mettere in sicurezza quanto prima il cavalcavia e risolvere una situazione di cui sono responsabili e che, in mancanza di interventi immediati, porterà decine di persone alla disperazione. Al Comune di Sperone chiediamo di mettere in mora la società Autostrade non più a parole ma coi fatti al fine di smuovere questa palude burocratica pericolosa per le imprese della sua zona industriale e ormai non più accettabile”. La proposta di una strada alternativa era emersa nel corso dell’ultimo consiglio comunale convocato sulla vicenda. Una vicenda complessa. Il giudice per le indagini preliminari il 12 agosto ha rigettato la richiesta di riapertura parziale presentata da Autostrade. Il cavalcavia va consolidato o rifatto, secondo quella che è la linea della Procura. Nell’attesa piccole e grandi aziende continuano, da 78 lunghissimi giorni, a soffrire.

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