Cavalcavia sequestrati a Sperone, cala il silenzio sul dramma di aziende e contadini

SPERONE (Bianca Bianco)- Un silenzio assordante. Un anno ed un mese dopo la chiusura dei due ponti autostradali della Napoli- Canosa, gli ormai tristemente famosi cavalcavia 20 e 22, sulla condizione di decine di contadini ed aziende è calato un preoccupante silenzio. Se l’estate del duemiladiciassette è stata la stagione della lotta di agricoltori ed imprenditori per reagire al sequestro dei due viadotti che ha isolato la zona industriale e la zona agricola di Sperone,  tredici mesi dopo si respira un’aria diversa. Di attesa ma non di rassegnazione. La condizione più preoccupante è sempre quella vissuta da chi lavora al di là del cavalcavia numero 22: una cava di estrazione e la Euronut spa che trasforma nocciole per il mercato internazionale. Il ponte è stato parzialmente dissequestrato a maggio per consentire il passaggio di mezzi di piccolo tonnellaggio, una soluzione che ha fatto respirare i numerosi contadini che hanno terreni in questa parte del paese ma non ha risolto le problematiche delle attività produttive. Un mese e mezzo fa i dipendenti di quest’ultima hanno scritto una accorata lettera all’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, proprietaria del cavalcavia, chiedendo di “superare la burocrazia” e ripristinare la viabilità normale ma da allora non ci sono state risposte ufficiali. La società per azioni continua così a lavorare a ritmi ridotti vista l’impossibilità per tir ed autoarticolati di percorrere l’unica strada che porta all’azienda. Uno sbarramento che incide sulle forniture e le operazioni di scarico e carico merci essenziali. In attesa di uno sblocco definitivo, chiesto a gran voce dai lavoratori ormai stremati da un anno di sacrifici, si succedono incontri informali. Ma l’attesa pesa su chi lavora, così come la situazione del cavalcavia 20 (sotto sequestro per gli stessi motivi) pesa sui contadini di quest’altra zona isolata da oltre un anno e che rischiano di perdere il raccolto delle nocciole, simbolo di questa terra e vendute in tutta Italia. Per loro l’aspettativa è legata all’istanza di dissequestro che il Comune di Sperone deve ripresentare al gip Antonio Sicuranza, dopo aver visto respinta la prima per la mancanza di un documento relativo alla portata del viadotto. Un documento che deve essere rilasciato da Autostrade per l’Italia. Una volta ottenuto, l’ente si rimetterà alla decisione del giudice. Nel frattempo, con il raccolto alle porte, gli agricoltori rivivono la terribile estate dell’anno scorso, tra disagi e preoccupazioni.

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