Morte sull’Asse Mediano: addio a Benigno, un uomo per bene

QUADRELLE (Bianca Bianco Il Mattino)-  La maglia numero 4 adagiata sul feretro. I colleghi della Cosmopol che stringono i familiari nel giorno più lungo e più doloroso. Intorno a Benigno De Gennaro, ieri pomeriggio, c’erano i simboli di tutta la sua vita: la famiglia, il lavoro, la passione per il calcio, l’amore per il suo paese che ieri ha rispettato il lutto cittadino e in chiesa ha esibito il gonfalone. Simboli semplici ed iconici che esprimono al meglio chi fosse questo cinquantenne morto mentre andava a fare semplicemente il suo lavoro, strappato alla vita da un’automobile lanciata come un proiettile lungo l’Asse mediano e che ha ucciso lui ed il carabiniere Vincenzo Ottaviano. Benigno era un uomo per bene. Così lo ricordano tutti, dal sindaco Simone Rozza che ha assistito commosso alla cerimonia funebre nella affollata parrocchia dell’Annunziata, al sacerdote don Franco Iannone che ha celebrato il rito con sobrietà venendo incontro anche alle richieste dei familiari stremati da giorni di attesa e che hanno voluto anticipare le esequie per non prolungare lo stillicidio di questi giorni. Poche parole ma intense quelle di don Franco, che sembra anche lanciare un messaggio a chi, per distrazione o per fretta, ha spezzato le vite di due uomini e ha compromesso quella di un terzo, il vicebrigadiere Attilio Picopo : “Dobbiamo avere a cuore la vita- dice con voce sommessa dall’altare- non sprechiamola, non buttiamola via, impariamo a rispettarla perché è preziosa. Non consumiamola in maniera banale e superficiale, viviamola come un dono”. Il pensiero del sacerdote va alla sera dell’incidente, venerdì, quando la Golf del 26enne di Sant’Antimo ha seminato morte sulla “Nola- Villa Literno”: “Quella notte non c’erano solo corpi, sangue ed auto- dice don Franco-. Quella notte c’era anche Dio ed ha impedito che la morte fosse totale. Perché forse la morte ci ha tolto il corpo ma non l’amore, ed ha lasciato intatta la vita che resiste. Il corpo amato di Benigno sarà nella tomba, ma la sua vita è al sicuro. Si hanno due sguardi, uno umano l’altro della fede. Quello della fede dice “non abbiate paura” perché tutto è cambiato ma nulla è finito. Grazie all’intervento di Dio, in maniera misteriosa ma reale, Benigno potremo sentirlo per sempre accanto a noi”. La bara del vigilante è uscita dalla chiesta portata a spalla dai colleghi per poi raggiungere il cimitero di Mugnano del Cardinale. Ultima tappa ed ultimo atto di una vicenda che ha straziato i cuori di molti.

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