domenica, Aprile 21, 2024
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Nola: party eretici, la furia del vescovo Francesco Marino

NOLA- Un gruppo che invoca (scherzosamente) il Signore, una croce capovolta ed un tentativo di far festa “eretica” che si è scontrato con i sentimenti di chi ha fede. Sono gli ingredienti della polemica che a Nola ha investito gli organizzatori delle feste intitolate “Eresia” cui il vescovo Francesco Marino ha chiesto con una lettera  un passo indietro. Gli organizzatori sono i componenti del gruppo “Assafadì”, le feste cui si fa riferimento sono “party eretici” sponsorizzati in rete con dei video in cui un fantomatico “papa” invita i ragazzi a partecipare. A far infuriare il vescovo Marino, soprattutto  “l’utilizzo e derisione del crocifisso”: “Chiunque, giovane o adulto, volesse affrontare con me questi temi, comprendere la mia preoccupazione e aiutarmi a capire può immediatamente chiedere un colloquio, perché non vi nego il turbamento che ho provato dinanzi ad alcune immagini. In particolare, porto il mio invito al dialogo agli organizzatori di queste ‘feste’, in gran parte giovani: avete davvero bisogno di dileggiare la croce per divertirvi? Proprio qui, proprio a Nola, dove voi stessi siete protagonisti a giugno di una festa religiosa famosa in tutto il mondo? Si può, contemporaneamente, pregare la croce e offenderla?”.  La riflessione del vescovo è rivolta anche agli adulti ed ai genitori: “La croce, per i cristiani, è simbolo di amore. Il suo rovesciamento significa, di conseguenza, odio. Siete consapevoli dei simboli che entrano nella vita dei vostri figli?”. Marino chiede infine au ragazzi di dialogare con la Chiesa: “A loro vorrei dire e ricordare, semplicemente, che anche l’eresia, che voi usate come logo commerciale e strategia di marketing, è una cosa seria, non un banale drink bevuto con l’illusione di essere anticonformisti”. Alla lettera del vescovo hanno risposto gli organizzatori del party che, pur stigmatizzando la scelta grafica della croce rovesciata, difendono il loro intento: “Il nome Assafadì non è nessun insulto a Dio, è semplicemente un termine liberatorio utilizzato dai più nel fine settimana per esprimere uno stato di gioia alla settimana di studio e lavoro che volge al termine. E’ un crimine festeggiare la fine di una settimana stressante con una delle parole più utilizzate nel dialetto napoletano, totalmente riconosciuto anche dall’Unesco? Veniamo al party #Eresia: il termine, fuori dall’ambito religioso, viene utilizzato in senso figurato per indicare un’opinione o una dottrina artistica in disaccordo con quelle generalmente accettate come autorevoli. Questo è il nostro significato di #Eresia: totalmente diverso da quello che si evince in quest’articolo in quanto la nostra ”Eresia” era quella di dare a tanti giovani nolani e non, la possibilità di un party mensile con i migliori ospiti del bynight partenopeo. Precisiamo che la scelta della croce al contrario è una scelta dello scenografo della quale ci assumiamo completamente la responsabilità e chiediamo #scusa alla comunità offesa”.

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