La vita davanti a sè, il capolavoro di Romain Gary sulla Francia multietnica

di Isabella Savinelli

La-vita-davanti-a-sé“La vita davanti a sé” è un piccolo grande romanzo scritto da Romain Gary, conosciuto con il nome di Emile Ajar, romanziere la cui stessa vita è degna di un romanzo, morto suicida e diventato famoso solo dopo la sua morte. Eroe di guerra, diplomatico, viaggiatore, vincitore del premio letterario Goncourt, Gary nel lontano 3 dicembre 1980 ha posto fine alla sua corsa lasciando ai posteri “La  vita davanti a sé”, un capolavoro nel quale ha cantato una Francia multietnica e brulicante di sorrisi malinconici e lacrime trattenute.

Il protagonista del romanzo è Momo, un adolescente di origine araba, e la storia è ambientata a Belleville, un quartiere della periferia di Parigi, nel periodo del dopoguerra. Vive in un appartamento al sesto piano ed è accudito da Madame Rosa, una prostituta ebrea reduce da Auschwitz che ogni giorno trascina il suo corpo ormai anziano e in sovrappeso in quell’appartamento dove l’aspettano una decina di bambini. Sono i figli di altre prostitute che pagano una quota mensile a Madame Rosa affinchè accudisca i loro figli. A differenza degli altri bambini che ricevono spesso visite dalle proprie madri, Momo non l’ha mai incontrata. Per questo motivo, assilla la povera balia con migliaia di domande sull’identità di sua madre ma l’ebrea, poiché avverte nei suoi confronti un attaccamento speciale, gli nasconde la terribile tragedia che lo ha condotto da lei. Intanto gli altri bambini vengono adottati da nuovi genitori e Momo desidera che la bella doppiatrice Denise lo conduca allo stesso destino. Ma ciò non accade e per di più Madame Rose si ammala peggiorando in vista d’occhio. Oltre alla paura di perdere l’unica figura materna che abbia mai conosciuto e di finire nelle mani di un’inadeguata assistenza sociale, Momo conosce il padre, appena uscito da un manicomio criminale dov’è stato rinchiuso 12 anni per aver compiuto un omicidio. Scopre l’amara verità sulla sua famiglia, soffre per la grave malattia di Madame Rose e si chiude in un finale che è un disperato grido d’aiuto.

A rendere un capolavoro quest’opera di Romain Gary, sono stati di sicuro la delicatezza dei temi romanzati, la schiettezza del racconto e la scelta della voce narrante. Il racconto della storia, in effetti, è affidato a Momo che si fa portavoce della vita dei bassifondi parigini ancora turbata dall’orrore delle deportazioni naziste, fatta di sofferenze e di piccoli e timidi sorrisi. La realtà descritta da Momo , filtrata dai suoi occhi innocenti e disincantati, perde ogni connotazione negativa: prostitute, travestiti, approfittatori vengono presentati come persone generose e solidali che si soccorrono a vicenda nei momenti più critici. Ogni situazione viene descritta con umorismo, spogliata di ogni volgarità e attraverso un linguaggio volutamente semplice e quotidiano. L’ingenuità e la semplicità di Momò nel raccontare la sua vita e tutto ciò che lo circonda e i grandi temi che affronta questo libro, come l’importanza di una figura materna nella vita di un bambino, la triste e cruda realtà della prostituzione e l’integrazione razziale e culturale, rendono il romanzo coinvolgente, avvincente ma, soprattutto attuale. L’apparente contraddizione che fa da sfondo a tutto il romanzo, l’asilo abusivo e illegale nel palazzo a Belleville che garantisce e protegge l’infanzia oltremodo negata, contiene una velata denuncia nei confronti di una società che sembra negare il semplice desiderio di vita, la stessa società che ha accolto Romain Gary e Momo che, a differenza dello scrittore, si salva perché ascolta il suo intimo e disperato bisogno d’amore.

LA SCHEDA

TITOLO: La vita davanti a sé

AUTORE: Romain Gary

ANNO: (1975 prima edizione) 2009

EDITORE: Neri Pozza

PAGINE: 214

PREZZO: 9.90 €

 

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