Dal mini appartamento alle ville condivise: nuove soluzioni abitative per chi ama la tecnologia, il comfort e l’ecologia

Quali sono le caratteristiche delle abitazioni più moderne? Sicuramente si tratta di un mix di fattori. Da una parte troviamo un grande sviluppo della tecnologia dedicata al benessere e alla tranquillità delle persone, che sta dando impulso a tutto un intero settore produttivo. Dall’altra, è la stessa struttura delle case che si sta adeguando alle nuove condizioni di vita di individui e famiglie. Da non sottovalutare, poi, l’attenzione all’ecologia, all’impatto ambientale e al risparmio energetico, che si traduce in scelte di materiali alternativi a quelli tradizionali, pur se ciò comporta spesso un investimento iniziale maggiore.

Benvenuta domotica: dai gadget agli elettrodomestici

Recentemente, è stato immesso sul mercato Astro, un piccolo ma potente aiuto domestico, che sfrutta la connessione a internet, la funzione di riconoscimento vocale e una lunga serie di caratteristiche sviluppate apposta per garantire il monitoraggio della sicurezza in casa e lo svolgimento di alcune mansioni semplici. Non una vera rivoluzione, ma un segnale preciso che la home automation (o, in italiano, domotica) si sta liberando dai confini degli elettrodomestici e dei sistemi di allarme (ad esempio) per prendere quasi vita propria.

Anche se la domotica è una realtà ormai affermata da tempo, le possibilità di ulteriore sviluppo si stanno dimostrando sempre più numerose, soprattutto attraverso l’Internet of Things (IoT), ovvero la tecnologia legata agli oggetti connessi alla rete. Se particolari lettori integrati nel frigorifero riescono a riconoscere i cibi in scadenza, oppure se si “accorgono” che qualche cibo è in via di esaurimento, non solo riescono a comunicarlo tramite display, ma possono anche inviare consigli sulla lista della spesa tramite app. Indubbiamente, lo smartphone è alla base di molte di queste piccole rivoluzioni. Basti pensare ai citofoni, la cui telecamera può essere facilmente connessa con il cellulare. Non è solo un modo per non perdere più le consegne dei corrieri, ma anche per monitorare efficacemente la porta d’ingresso.

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Cosa sono il co-housing e il co-living

Lo stile di vita è determinato anche dalle scelte in merito all’abitazione. La nuova edilizia sta iniziando a tenere conto delle esigenze di chi deve conciliare la vita con il lavoro, oppure di chi, pur non possedendo una ingente somma da investire, non vuole rinunciare ai comfort e allo spazio. Stanno sorgendo in diverse parti d’Italia condomini dove i singoli appartamenti hanno ambienti piuttosto ridotti, anche se pur sempre sufficienti per una famiglia, ma sono anche dotati di ampi spazi comuni, per studiare, passare del tempo insieme oppure fare esercizio. Certo, questo tipo di soluzione prevede il saper attenersi agli standard minimi di convivenza civile, ma tutti ne escono arricchiti in termini di qualità della vita, anche e proprio per questa rinnovata necessità di socializzare.

Quella che abbiamo appena descritto, viene definita in inglese co-housing. In questo modo, si costruiscono non solo comunità in edifici costruiti appositamente per questo scopo, ma alcuni gruppi di persone possono organizzarsi per ristrutturare grandi casali, così da recuperare e dare una nuova vita a strutture già esistenti.

Il co-living implica invece una convivenza ancora più stretta, in quanto vengono condivise grandi abitazioni da un gruppo di persone che decide, in base a determinati valori o stili di vita, di abitare insieme. I co-living possono essere autogestiti, oppure essere messi a disposizione da aziende o privati. È una soluzione piuttosto diffusa, soprattutto all’estero, tra il crescente popolo dei nomadi digitali. L’esperienza di coliving è correntemente intrapresa con successo anche da molti professionisti di successo, campioni nelle sfide online al tavolo verde. Nonostante i loro ingenti introiti gli permettano di comprare o affittare un’abitazione indipendente, infatti, è un modo per condividere la propria vita con altre persone al di fuori delle ore dedicate al lavoro, nel quale non c’è molto spazio per la socializzazione.

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Le case del futuro: ecologia e risparmio energetico al primo posto

Non è solo il costo della bolletta, che continua a lievitare, a spingere a scelte più in linea con il risparmio, ma anche il preoccupante fenomeno del progressivo esaurimento delle risorse. Questi due fattori hanno determinato una maggiore attenzione, sia da parte delle opzioni disponibili per gli utenti privati, che per le aziende. Un uso consapevole delle risorse energetiche può iniziare anche dalla semplice sostituzione di una vecchia lampadina con una a LED, che garantisce lo stessa illuminazione, con un consumo nettamente inferiore, per non rinunciare al comfort. Per le nuove costruzioni, gli architetti prediligono sempre più spazi dove la luce naturale sia predominante, non solo per una questione energetica, ma anche per il benessere di delle persone.

Tra i materiali più innovativi, spiccano le vernici realizzate con i minerali. Sono atossiche, naturali e inoltre, negli ambienti particolarmente umidi, riescono ad impedire la formazione di muffe. Dalle spiccate caratteristiche ignifughe, i bio-mattoni sono realizzati utilizzando calce e canapa: la loro produzione è a bassissimo impatto ambientale e offrono anche un buon isolamento. Proprio in questo campo, sono sempre più gli elementi green utilizzati: basti pensare alla lana di pecora e ai pannelli isolanti e fonoassorbenti realizzati con i funghi. Quelli in fibra di cellulosa, poi, riescono anche a tenere lontani gli insetti infestanti. Per quanto riguarda la costruzione, la ricerca in campo edile ha messo a punto pannelli in cemento, lana e legno, che, oltre ad assicurare la solidità necessaria, sono anche ignifughi e impermeabili.

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