Ludopatia, una piaga sempre diffusa tra gli adolescenti

La ludopatia è ormai una malattia di massa, con 7mila italiani in cura ufficialmente, e con ambulatori che continuano ad aprire in tutta Italia. Inoltre il gioco d’azzardo colpisce in particolare i giovani, coinvolgendo quasi il 50 per cento degli studenti di scuola media superiore. Mariarosaria Alfieri, criminologa e presidente dell’associazione Criminalt, nella sua rubrica spiega come si diventa ‘ludopatici’ e come si guarisce.

Come e perché si diventa dipendenti da gioco d’azzardo?

Il gioco, compreso quello d’azzardo, è un’attività ludica di per sé normale. Pertanto è necessario fare una distinzione tra giocatori d’azzardo e giocatori patologici . Per molte persone, infatti, numerosi giochi d’azzardo sono piacevoli passatempi, in taluni casi occasionali e in altri abituali, ma anche in quest’ultimo caso non significa che il gioco sia necessariamente patologico, dal momento che non è la quantità il fattore discriminante del problema. Il gioco d’azzardo patologico (GAP) al contrario si configura come un problema caratterizzato da una graduale perdita della capacità di controllare se stesso e autolimitare il proprio comportamento di gioco, che finisce per assorbire, direttamente o indirettamente, sempre più tempo quotidiano, creando problemi secondari gravi che coinvolgono diverse aree della vita. La persona con tale disturbo tende a mentire o a giustificare le proprie azioni basandosi sull’esigenza di recupero delle somme perse. Il giocatore d’azzardo sembra non vedere, non sentire e, peggio ancora, non parlare. I giocatori patologici aumentano la frequenza nel giocare nel momento in cui attraversano una crisi personale o sociale, soprattutto in termini economici. Il gioco illude della possibilità di vincita rapida quindi di soluzione rapida ad un problema. Un giocatore veramente dipendente è una persona in cui l’impulso per il gioco diviene un bisogno irrefrenabile e incontrollabile. Si può parlare di una vera e propria dipendenza dal gioco d’azzardo se sono presenti sintomi di tolleranza, come il bisogno di aumentare la quantità di gioco, sintomi di astinenza , come malessere legato ad ansietà e irritabilità associati a problemi vegetativi o a comportamenti criminali impulsivi e sintomi di perdita di controllo manifestati attraverso incapacità di smettere di giocare.

Gli ultimi dati parlano di adolescenti dipendenti, cosa scatta nella mente di questi ragazzi?

Nonostante in molti paesi il gioco d’azzardo sia vietato ai minorenni, nel corso degli ultimi anni si è registrato un marcato incremento di questo comportamento tra i più giovani tanto che, passando in rassegna indagini condotte in contesti culturali diversi, emerge che una percentuale compresa tra il 60% ed il 99% di ragazzi tra 12 e 20 anni abbia giocato d’azzardo almeno una volta. Per quanto riguarda la spiegazione di tale fenomeno, è stato evidenziato che il comportamento problematico di gioco d’azzardo giovanile risulta essere associato ad un’ampia gamma di fattori che si riferiscono sia alla sfera personale degli adolescenti sia a quella ambientale, sociale e culturale a loro circostante. Gli adolescenti del resto stanno vivendo un momento di anestesia emozionale. Non hanno punti di riferimento sicuri, non si sentono protetti e colmano i vuoti con tutto quello che sembra loro attraente e nel caso del gioco, possa portare al facile guadagno. L’ingresso della tecnologia nel gioco d’azzardo è la rivoluzione più recente e sta creando interessi a livello non solo economico, ma anche sociale, in quanto contribuisce a sviluppare nuove forme di dipendenza a causa del cambiamento delle modalità di utilizzo. Tra le più recenti mode dell’azzardo troviamo il gioco on-line dei quali la velocità e l’immediatezza, la comodità di accesso, l’individualità sono ingredienti che rendono questi giochi nuovi appetibili e rischiosi. Il gioco dunque è uscito dai contesti tradizionali, quali i casinò, le retro-stanze, etc. e diventa disponibile per tutti, sempre, ovunque. Spesso in solitudine.

Quali gli interventi possibili per evitare fenomeni del genere ?

Vista la natura multifattoriale del fenomeno, si sta sempre più delineando la necessità di mettere a punto interventi di prevenzione a carattere integrato, ovvero i cui contenuti rispecchino la multidimensionalità del fenomeno. E’ necessario ‘offrire una strategia comune per la tutela della popolazione, in particolare la più vulnerabile, e per le attività di monitoraggio, comunicazione, educazione e prevenzione attiva da intraprendere sull’intero territorio italiano, al fine di offrire a tutti i cittadini, strumenti adeguati per comprendere il valore del gioco, imparare a gestirlo in modo positivo ed evitare di essere vittima di forme più o meno severe di dipendenza. Intervenire fin dai primi segnali di problematicità connessa al gioco aumenta le possibilità di risolvere il problema in tempi brevi, evitando di complicare la situazione personale e familiare con contrasti relazionali scatenati dalla dipendenza e dalle perdite economiche conseguenti, peggioramento del benessere psicofisico globale, difficoltà lavorative e, talvolta, problemi con la giustizia.


No Banner to display








Utenti online

This site is protected by wp-copyrightpro.com